«Siete la mia seconda casa    Lascio con un peso sul cuore»
Lorella Cecconami spostata da Sondrio dopo quasi 30 anni tra le polemiche di chi la voleva ancora qui

«Siete la mia seconda casa

Lascio con un peso sul cuore»

Il saluto di Cecconami «La direttrice dell’Ats trasferita a Pavia dopo quasi 30 anni a Sondrio tra i malumori generali

«Un saluto, in questo caso non senza un groppo in gola, sento di doverlo. Un saluto a quella che, dopo quasi 30 anni di vita e di lavoro, ritengo, a buon diritto, più di una seconda casa».

Inizia così, Lorella Cecconami, direttore generale dell’Ats della Montagna dal 1° gennaio 2019, ma in servizio, all’Asl di Sondrio, da inizio 1993, il proprio indirizzo di saluto alla sua “seconda terra”, inviato, ieri pomeriggio, ai media della provincia di Sondrio, prima di entrare, a capofitto, come è solita fare, nel nuovo incarico di direttore generale dell’Ats di Pavia, affidatole, la scorsa settimana, dalla Giunta regionale.

Nulla di esclusivo, perché, la rotazione interessa otto direttori generali, con trasferimento a Sondrio, da ieri, di Raffaello Stradoni, ma, per Lorella Cecconami, nativa di Torrita di Siena, nel Senese, ma un tutt’uno con Valtellina e Valchiavenna, si è trattato di un boccone amaro, che l’ha lasciata senza fiato, per giorni. Vani i tentativi di interloquire, raccogliere un pensiero, una dichiarazione, fino all’esternazione di ieri.

«Che io abbia sempre avuto Valtellina e Valchiavenna, ora anche Valcamonica e Alto Lario nel cuore, non è un mistero. In questi anni, numerose sono state le occasioni di potermi trasferire in Toscana, dove vive la famiglia, però, qualcosa mi ha sempre tenuta qui, in queste tanto belle quanto difficili montagne. E non si è trattato solo di una sfida professionale, ma di una scelta dettata dai bellissimi e preziosi incontri fatti in questi lunghi anni. Per questo me ne vado con un grande peso sul cuore, ma con la speranza di aver lasciato, in tutti voi, un bel ricordo».

E, in effetti, da martedì scorso, è stato un susseguirsi di messaggi di apprezzamento, stima, riconoscenza e, insieme, dispiacere, giunti dalle istituzioni locali, e non solo, per il trasferimento di Cecconami. Duro il tono cui ha fatto ricorso, Elio Moretti, presidente della Provincia, d’intesa con tutti i sindaci, a “difesa” del direttore.

Forse proprio perché il suo lavoro, come sottolinea «è sempre stato improntato all’ascolto - dice -, al dialogo, alla collaborazione, perché ogni singola persona, a qualsiasi titolo coinvolta nella sanità, potesse trovare aiuto e soluzione ai propri problemi. Non sempre si è riusciti, a volte si poteva fare meglio, ma il mio spirito non è mai cambiato, nemmeno in questi due, difficilissimi, anni segnati da un’emergenza sanitaria senza precedenti».

Alcuni dati per rinfrescare la memoria, 16.124 positivi da inizio pandemia, cioè dal 23 febbraio 2020 ad oggi, 15.441 guariti, 575 morti certificati. Un’attività di contact tracing condotta con perizia, anche se, ad un certo punto, la situazione era tale da non potersi governare oltre.

Grazie per il supporto

«Ringrazio tutti per il supporto garantito, a cominciare dalla mia direzione strategica e da tutti i collaboratori di Ats - dice Cecconami -. I direttori generali delle Asst e dell’ospedale di Gravedona, i medici di medicina generale, i pediatri di famiglia, gli ordini professionali, le farmacie, gli amministratori locali, le istituzioni, il mondo della scuola, i presidenti delle strutture socio sanitarie, il terzo settore, il fantastico mondo del volontariato. Lascio volutamente per ultimi i carissimi giornalisti e non perché meno importanti, anzi. Nonostante, a volte, ci siano state, magari, incomprensioni, vi sono grata per la disponibilità che avete sempre dimostrato nei miei confronti e rispetto all’attività dell’Ats».

Infine, quel che, più che un auspicio, suona come una certezza. «Terminata la mia carriera professionale - dice - sono certa che ci rivedremo lungo i nostri, bellissimi, sentieri».


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