Si tuffa per gioco e rischia la vita  «Chiedeva aiuto, così l’ho ripescato»
Polizia e soccorritori l’altra sera sul lungolago dopo il tuffo del giovane turista (Foto by butti)

Si tuffa per gioco e rischia la vita

«Chiedeva aiuto, così l’ho ripescato»

Un turista francese di 21 anni ha fermato la corsa del battello, ed è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio - Salvato dal conducente di un motoscafo di passaggio

Un turista francese di 21 anni si è buttato nel lago l’altra sera attorno alle 19, tuffandosi dal battello della Navigazione sul quale si trovava con alcuni amici, nelle acque appena di fronte a Sant’Agostino.

Il comandante del battello è stato costretto a fermarsi per agevolare i soccorsi e il turista, ripescato dal conducente di un motoscafo in servizio taxi, è stato prima medicato da personale del 118, quindi portato in questura e denunciato, ancora fradicio, per interruzione di pubblico servizio, avendo ammesso di essersi tuffato così, per scherzo, senza badare troppo alle conseguenze.

Bravo davvero Mattia Vicini, che si trovava ai comandi di un Riva dello Yacht club Erio Lario: «Avevo appena finito un servizio e stavo tornando a Lezzeno dove abbiamo il cantiere per lasciare l’imbarcazione - racconta Vicini -, quando all’improvviso ho visto quel ragazzo che si agitava in acqua e chiedeva aiuto. All’inizio non avevo neppure capito che fosse caduto dal battello della Navigazione. Il comandante ha invertito la rotta per intervenire ma io, con un mezzo più agile avevo già portato al sicuro il ragazzo».

Vicini non si è accorto della dinamica: «Quando l’ho visto era già nel lago che si dimenava, non mi sono neppure chiesto cosa fosse accaduto, la mia priorità era soccorrerlo. Davo per scontato che fosse caduto da un battello. Anche la polizia mi ha chiesto se si fosse tuffato o se fosse caduto accidentalmente, io onestamente non ne ho idea». Una volta a bordo il ragazzo non ha detto molto: «Parlava inglese ma non era di sicuro la sua lingua, si capiva... Non ho abbiamo avuto troppo tempo per dialogare... L’ho portato subito a terra dove c’era già la polizia in attesa, i cui agenti mi hanno rivolto qualche domanda sulla dinamica dell’accaduto... Sapevo soltanto che era salito sul battello con un gruppo di amici, solo più tardi ho saputo che doveva essersi tuffato».

Per Vicini la giornata di lavoro è finita un poco più tardi: «Sono cose che capitano - dice Paola Matteri, titolare col marito Erio dei Cantieri Matteri di cui fa parte lo Yacht club - Chiedo sempre ai miei ragazzi di prestare attenzione a quanto succede nel lago e se possibile d’intervenire in aiuto a chi è in difficoltà».


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