Si ritorna sugli sci

Mottini a Livigno

maestro ottantenne

L’incredibile vita di Sandro, ancora in attività

Da panettiere a padre di olimpionici freestyle

Una vita piena di esperimenti ed emozioni

Nella stagione dello sci che sta per iniziare, Livigno fra i vari maestri di sci alpino, ne ha uno anche di 80 anni.

È Sandro Mottini, una vera istituzione nel settore, maestro dal 1962. E’ stato il secondo maestro di sci del paese dopo Lodovico Cusini e nel ’59 con lo stesso Cusini, Stefano Sertorelli, ed Ernesto Peri quest’ultimo allievo maestro come lui, creò la prima scuola di sci di Livigno.

È un maestro per pochi, visto che ormai può permettersi di scegliersi la clientela e quindi fa sciare solo amici e clienti affezionati. Un suo allievo sulle pista di Livigno fu anche Lucio Dalla.

«Sciare mi piace tantissimo, ma devo sempre aver qualcuno alle spalle, devo sentire il rumore degli sci e sapere che qualcuno segue le mie traiettorie- altrimenti non mi diverto».

Nel suo Dna

«Se devo sciare da solo, piuttosto me ne sto in telecabina» rivela Sandro. Insegnare a sciare è nel suo Dna. L’ha fatto con tutti i figli, e si può proprio affermare che li abbia messi tutti sugli sci visto che nei primi anni Settanta creò un paio di sci di 2,63 metri sui quali c’erano cinque attacchi. Era il trenino di famiglia Mottini che scendeva lungo le pista con il piccolo Simone davanti, seguito dagli altri tre fratelli (Carla, Mauro e Rudy). In coda a dare gli ordini papà Sandro.

Un esperimento che portò qualche anno dopo alla scoperta del freestyle, con balzi acrobatici che portano i figli di Sandro a fare scuola in tutto il globo, partecipando alla Olimpiadi.

L’emozionante discesa sul monosci familiare è stata ripetuta con successo anche qualche anno fa, ma questa volta nonno Sandro sugli sci ha caricato tutti i nipotini.

Dello sci acrobatico, il freestyle è stato un precursore. I numeri di grande equilibrio sugli sci li ha imparati da ragazzino, per necessità: «Ne avevano solo un paio in famiglia e visto che li volevamo sia io che mio fratello Benedetto, ne usavamo uno a testa».

Lo sci come professione arriva in secondo tempo negli anni sessanta. Prima il giovane Sandro sforna quintali di pane nel panificio di famiglia : «È lì che mi sono fatto il fisico con sacchi di farina di 100 kg». E poi va in Svizzera a imparare a fare il pasticciere: «Ero l’unico di Livigno e quando tornai a casa, tutti venivano da me per la torta della comunione della cresima. Avevo anche l’hobby della fotografia e la prima macchina fotografica di un certo livello, la Leica, l’ho utilizzata io a Livigno». Una vita da numero uno (primo pasticciere, primo fotografo, secondo maestro di sci, primo negozio di sci a Livigno, aperto nel ’64, prima agenzia turistica negli anni Sessanta), ma con una riflessione.

«In tante cose sono stato il primo a Livigno, ma con la consapevolezza di essere sempre arrivato tardi rispetto al resto del mondo».

Decimo di undici fratelli, i primi sci li acquista con 100 lire grazie alla generosità della sorella Giuseppina che gli fa un prestito. Poi la folgorazione per lo sci alle Olimpiadi Cortina del 1958, lì decide che vuole diventare maestro. Intanto cresce la richiesta dei turisti di sciare a Livigno, dove nel 1958 viene installato il primo impianto di risalita dalla società Ferrovia Alta Valtellina, la Fav.

Tanti sacrifici

Nel 1959 nasce la Livitur che si occupa degli impianti e del turismo. Sandro fa il maestro di sci, ma non solo: «Le lezioni di sci costavano 2mila lire l’ora e dovevo fare di tutto, anche la battitura delle piste». Sandro dirige la scuola nazionale dal 1972. Quando il suo sogno di vedere Livigno trasformata in stazione sciistica è ormai realtà e la carriera di maestro e dirigente è lanciata, il destino gli mette il bastone fra le ruote e gli tira un brutto scherzo. Una tegola su di lui e la famiglia, visto che scompare la moglie Orsolina Galli lasciandolo solo con 4 bambini. Ma come nello sci si cade e ci si rialza, Sandro lo fa anche nella vita e dopo qualche anno con una nuova compagna, Odilla Clementi, formerà una seconda famiglia con altri tre figli (David, Jacopo, Mattia). Con la ritrovata unità familiare, c’è la nuova epoca dello sci col freestyle. In America ed Engadina, Albertville e Lillhehammer sono le tappe dei figli Rudy e Simone alle Olimpiadi. n


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