Si intascava i soldi di un paziente   Educatrice agli arresti domiciliari
Indaga il nucleo di Polizia economico-finanziaria della Gdf

Si intascava i soldi di un paziente

Educatrice agli arresti domiciliari

Talamona, in cinque anni la donna avrebbe sottratto alla sua vittima la somma di 30mila euro. Deve rispondere delle accuse di peculato e circonvenzione di incapace aggravati e continuati.

Le accuse sono pesanti: peculato e circonvenzione di incapace aggravati e continuati. E lo sono ancora di più se chi deve risponderne è un operatore socio sanitario della Asst (l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale), una di quelle figure a cui vengono affidate le cure delle perone più deboli e indifese.

Savina Maggi, talamonese, classe ’62, è finita agli arresti domiciliari nei giorni scorsi perché accusata di aver sottratto dei soldi a un paziente del quale si occupava in una struttura di accoglienza a Poggiridenti. Per la comunità della Bassa Valle la notizia è stata uno choc: ex assessore comunale e già presidente della Pro Loco, Maggi ha sempre goduto della stima e dell’affetto di larga parte dei talamonesi e non solo. Gli investigatori della Guardia di Finanza (sezione di polizia giudiziaria e nucleo di polizia economico-finanziaria) del comando provinciale di Sondrio però non hanno dubbi: l’insospettabile educatrice si sarebbe messa in tasca una somma che sfiora i 30mila euro.

Non tutti in un colpo solo, ma un po’ alla volta nel corso degli anni. La cosa, sempre secondo gli investigatori agli ordini del tenente colonnello Mirko Piersimoni, andava avanti dal 2013 e sarebbe terminata soltanto nel giugno del 2017. Il conto è presto fatto: gli inquirenti sostengono che l’indagata si sarebbe appropriata di una somma di circa 500 euro ogni mese. Soldi del paziente, che soffre di una leggera disabilità di tipo mentale e che l’operatrice avrebbe dovuto custodire. Qualcuno, notando gli ammanchi, aveva cominciato ad avere dei sospetti e sono scattate delle indagini che si sono rivelate piuttosto lunghe, oltre che delicate.

La svolta è arrivata la scorsa settimana, quando a carico della donna sono scattate le perquisizioni e gli arresti domiciliari disposti dal gip Fabio Giorgi su richiesta della Procura. Tutto questo sulla base degli indizi di colpevolezza forniti dai militari ai magistrati inquirenti.

Nei giorni scorsi, assistita dal l’avvocato Francesco Traversi, l’operatrice dell’Asst ha preferito non rispondere alle domande del giudice che, al termine dell’interrogatorio di garanzia, non ha potuto fare altro che confermare la misura degli arresti domiciliari. Al momento non risulta alcun provvedimento disciplinare emesso dall’Azienda nei confronti della dipendente sospettata di infedeltà e Maggi risulterebbe formalmente in malattia.

Le indagini, in ogni caso, non sono terminate e si valuta, tra l’altro, un eventuale sequestro preventivo per il profitto del peculato contestato. Da valutare anche i danni subiti dalla pubblica amministrazione per i reati contestati all’indagata. Interpellato nel pomeriggio di ieri, l’avvocato Traversi ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda.


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