Si alza l’imposta       che pagano solo i turisti
Ritocco per l’imposta di soggiorno, pagata da chi pernotta in alberghi e strutture ricettive (Foto by gianatti)

Si alza l’imposta
che pagano solo i turisti

Tributi Il Comune aumenta di 50 centesimi la tassa di soggiorno, che grava sugli ospiti delle strutture ricettive

Cinquanta centesimi in più per tutti, dagli alberghi agli affittacamere, dai b&b alle locande, e una casistica più ampia delle strutture ricettive che dovranno farla pagare ai loro clienti. A dieci anni dalla sua introduzione, a Sondrio aumenta l’imposta di soggiorno.

A deciderlo nella stesura del bilancio di previsione 2022, che andrà all’approvazione dell’aula (virtuale) il 22 dicembre, l’amministrazione comunale di palazzo Pretorio per far fronte ai costi di manutenzione della città e di erogazione dei servizi sinora garantiti, in materia di turismo, di beni culturali, ambientali e di servizi pubblici locali.

«Si tratta di una tassa che non influisce sulle tasche dei cittadini - spiega l’assessore al Bilancio, Ivan Munarini -, ma che ci consente di avere maggiori entrate per mantenere il sistema di accoglienza cittadino di cui fruiscono villeggianti e turisti. E comunque chi viene da fuori».

L’aumento non fa differenze tra le diverse strutture di accoglienze, ma è applicato al tariffario del 2012, quello sì con gradazioni differenti in base al numero di stelle per gli alberghi. E dunque se finora chi alloggiava in un albergo a 4 stelle doveva pagare una tassa di soggiorno a notte di 2 euro, a partire dal primo gennaio dovrà sborsarne 2,50. Per i bed and breakfast si passa da 0,50 a 1 euro così come anche per le strutture alpinistiche, le aziende all’aria aperta, le case per ferie, gli ostelli per la gioventù, le locande e le foresterie lombarde che sono appena entrate nell’elenco. Per tutti questi casi la tassa di soggiorno sarà di 1 euro.

«Ci sembrava giusto dopo dieci anni intervenire sulla tassa - dice ancora Munarini - considerando che 50 centesimi non influiscono sulla scelta di un luogo di soggiorno e dunque non diventa penalizzante neppure per gli operatori».

Nel 2019, anno pre Covid e per questo sufficientemente significativo, la tassa di soggiorno per le casse comunali valeva 64mila euro. Le previsioni con i nuovi importi, al netto di eventuali incrementi dellle presenze turistiche, porta questa cifra a 95mila euro. Anche se chiaramente il Comune aspirerebbe a qualcosa di più perché ciò starebbe a significare che le politiche messe in atto per incentivare la presenza di villeggianti funzionano. Che Sondrio cioè comincia ad assumere quella veste turistica su cui l’amministrazione comunale sta spingendo.

L’offerta

Al momento, con le incertezze legate al Covid, l’atteggiamento a palazzo Pretorio è comunque di cautela. «Stiamo facendo tante cose - dice Munarini -, ma ci vuole tempo. Il nostro sistema alberghiero vive ancora di terziario. I due alberghi a 4 stelle, il Vittoria e il Grand Hotel della Posta, hanno appena cambiato gestione per cui anche qui bisognerà attendere i frutti del lavoro in atto. Turisticamente parlando Sondrio ha tutte le caratteristiche ideali per diventare un polo di attrazione: a venti minuti dal Trenino rosso patrimonio Unesco, altrettanti dalla Valmalenco e a due passi da Albosaggia che è capitale dello sci alpinismo e anche da Caiolo dove c’è il campo da golf. Si tratta solo di riuscire a creare dei pacchetti turistici che valorizzino questo essere al centro di una serie di luoghi ed esperienze». Tra queste anche la passerella sulle Cassandre, piuttosto che sentieri e percorsi enogastronomici. «E’ chiaro che in tutto questo processo - conclude Munarini - per il quale noi ci stiamo impegnando a fondo con progetti e investimenti ingenti serve però l’aiuto del privato».


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