Sertori è in pole per la giunta regionale
Filippo Rebai (coordinatore provinciale di Forza Italia), Attilio Fontana e Massimo Sertori a Sondrio

Sertori è in pole per la giunta regionale

Arrivano le prime conferme sulla presenza del valtellinese nella squadra di Attilio Fontana. All’ex presidente della Provincia andrebbe l’assessorato alla Montagna - Prevista anche una delega all’Autonomia.

Sempre più vicino, per la Valtellina, un posto al tavolo della nuova giunta regionale. Lo dicono i numeri raccolti da Massimo Sertori e lo dicono le voci di corridoio. Tuttavia serviranno ancora un paio di settimane per mettere a punto gli equilibri di maggioranza. È questa la strada che Attilio Fontana ha davanti a sé per la formazione della nuova giunta regionale della Lombardia con gli alleati del centrodestra.

La data di insediamento del prossimo presidente della Regione non è ancora stata fissata, dipende dalla data di proclamazione da parte della Corte d’Appello di Milano. Per il momento si ragiona su una data vicina al 26 marzo. Fontana ha festeggiato l’elezione a Varese, ieri sera, sotto la sede storica della Lega Nord, in piazza del Podestà. Un brindisi ormai rituale, al quale cinque anni fa Roberto Maroni non si era sottratto. E da oggi ogni momento sarà buono per discutere dei nomi dei nuovi assessori. Si dice, numeri alla mano, che la nuova giunta lombarda sarà per forza a trazione leghista. Almeno 6, se non 7 assessori su 12 saranno infatti rivendicati dal partito di Matteo Salvini, che ha eletto 28 consiglieri su 80. L’idea di partenza è di riorganizzare le deleghe, aggiungendone una all’Autonomia (favorito l’ideologo del referendum, Stefano Bruno Galli) e una alla Montagna, che si prenderebbe competenze in materia ambientale-urbanistica (favorito è proprio il valtellinese Sertori). Le urne, con 8.809 voti complessivi, hanno regalato all’ex presidente della Provincia il record assoluto di preferenze in Valle, il secondo posto tra i leghisti in regione e spalancato le porte della nuova giunta Fontana. Di sicuro il clamoroso exploit della Lega in Valtellina e Valchiavenna - quasi il 46%, il valore più alto mai raggiunto - e quel risultato personale così importante in una provincia di 180mila abitanti non potranno essere ignorati a Milano.

L’ingresso di Sertori in giunta avrebbe un altro effetto positivo. Uno degli ultimi provvedimenti approvati dal consiglio regionale dell’era Maroni prevede, infatti, che i consiglieri nominati in giunta debbano essere sospesi dal loro ruolo in aula e che al loro posto in aula subentri dunque il primo della stessa lista che, in questo caso, significa Simona Pedrazzi, candidata valtellinese della Lega che ha ottenuto 798 voti.

Tornando agli altri nomi che si fanno a urne chiuse, c’è chi ha anche ipotizzato la nascita di un super assessorato al Welfare, da assegnare probabilmente a Fabio Rolfi, che concentri le deleghe alle Politiche sociali e alla Casa, pilastri del programma leghista: in realtà, si tratterebbe di un modo per controbilanciare la casella pesante della Sanità, che resterebbe nelle mani di Forza Italia.

Il secondo partito del centrodestra terrebbe per sé almeno 4 assessorati, a partire dalla vicepresidenza, oltre alla presidenza del Consiglio regionale. I nomi forti restano quelli dell’attuale vice governatore, Fabrizio Sala, e dell’assessore uscente Giulio Gallera, oltre che della neo eletta Silvia Sardone. Una presenza «più ampia» è stata rivendicata da Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia, che con Maroni ha un solo assessore, Viviana Beccalossi. È presto comunque per dire che fisionomia avrà la giunta Fontana, che avrà ancora dieci giorni dalla sua proclamazione per formalizzare la squadra. Di certo c’è che dovrà rispettare la parità di genere. E che non ne faranno parte diversi assessori uscenti che hanno conquistato un seggio in Parlamento. Come quello al Bilancio, Massimo Garavaglia (Lega), e quello alla Mobilità, Alessandro Sorte (FI), eletti alla Camera.


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