Seppellito nudo   con un buco in testa  in mezzo al bosco
Ecco il bosco di Eupilio, lungo la strada che porta al Cornizzolo, dove è stato trovato il cadavere di un uomo (Foto by foto bartesaghi)

Seppellito nudo

con un buco in testa

in mezzo al bosco

EupilioGiallo sul ritrovamento del cadavere di un uomo

Non è stato ancora identificato. Si sospetta un omicidio

Lo hanno seppellito nudo, sotto una spanna di terra. E lì è rimasto per almeno un mese, forse - anzi molto probabilmente - anche di più. Fino a quando ieri mattina quattro ragazzini quattordicenni lo hanno trovato e hanno immediatamente chiamato i carabinieri di Erba e della compagnia di Como. È avvolto nel mistero il macabro ritrovamento del cadavere di un uomo, sepolto in una fossa scavata in tutta fretta all’altezza del primo tornante della strada che porta verso il Cornizzolo.

L’inchiesta

Il ritrovamento nella mattinata di ieri, attorno alle 10. Il corpo era in posizione fetale ed era già in fase di decomposizione. Anzi, per la precisione era già iniziato un processo di saponificazione, reazione abbastanza comune quando un corpo si trova in ambienti particolarmente umidi e con poca aria come una fossa scavata nel bel mezzo del bosco.

L’uomo, secondo i primi accertamenti compiuti dai carabinieri del nucleo investigativo e del reparto operativo di Como, è di carnagione bianca, potrebbe avere un’età superiore ai cinquant’anni. Stempiato, con pochissimi capelli brizzolati ai lati, è stato seppellito completamente nudo evidentemente per cercare di rendere ancor più difficile la sua identificazione da parte degli investigatori. Anche perché, dopo tutto questo tempo, le impronte digitali hanno subito danni. Tanto da non aver ancora consentito ai carabinieri di poterle confrontare con quelle presenti nella banca dati nazionale.

I primi accertamenti sulle denunce di persone scomparse tra le province di Como, Lecco e Monza-Brianza non hanno portato alla luce alcun elemento utile, nessuna delle persone scomparse in queste zone corrisponde al corpo ritrovato.

Incertezza anche sulla causa della morte: sul cranio i carabinieri e il medico legale, nel corso del primo esame esterno del corpo compiuto ieri mattina nel bosco, hanno riscontrato un foro. Ma dire, in questo momento, da cosa possa essere stato causato è praticamente impossibile. Potrebbe essere un foro di proiettile, così come potrebbe anche essere una ferita causata da qualche animale - i cinghiali, nella zona, non mancano - che ha attaccato e azzannato il corpo.

Un passaggio decisivo per iniziare a cercare di svelare il mistero sarà l’autopsia che il pubblico ministero Simona De Salvo ha già disposto. Autopsia che si spera possa portare a recuperare le impronte digitali, a comprendere la causa della morte e a chiarire meglio l’epoca della morte, che comunque dovrebbe risalire ad almeno un mese fa.

Forse più di uno i responsabili

Le poche certezze di un’inchiesta che si preannuncia non certo facile riguardano il fatto che - quantomeno - qualcuno si sia macchiato del reato di abbandono di cadavere.

L’ignoto - o più probabilmente gli ignoti, visto che la vittima era decisamente robusta - deve aver raggiunto nottetempo il primo tornante sulla strada per il Cornizzolo e piazzato l’auto in modo da scaricare facilmente il cadavere. Quindi ha scavato una fossa non eccessivamente profonda, dove ha gettato il corpo non prima di averlo completamente spogliato. Poi lo ha ricoperto di terra, di sassi e fogliame e si è allontanato. Il fatto che si sia dato così da fare a renderlo irriconoscibile fa sospettare possa essere qualcuno legato alla vittima. Ma tutto questo potrà essere stabilito solo dopo aver dato un nome a quel corpo seppellito nel bosco.


Paolo Moretti Giornalista

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