Senza stipendio da settembre. Natale amaro per prof e bidelli
L’emergenza riguarda tutta Italia

Senza stipendio da settembre. Natale amaro per prof e bidelli

La denuncia: sono un centinaio i dipendenti della scuola interessati. E alcuni di loro sono ancora in attesa delle indennità di disoccupazione.

È un Natale “amaro” per un centinaio di supplenti precari, docenti e bidelli valtellinesi, senza salario da settembre. A denunciare la “Buona scuola” che non paga gli stipendi è Stefania Gagetti, del coordinamento precari della Flc Cgil del capoluogo.

Un’emergenza che serpeggia da nord a sud, in tutta Italia - le cifre nazionali parlano di 30mila precari in questa situazione - e che non risparmia la provincia di Sondrio: «Anche sul nostro territorio sono un centinaio almeno le persone, che hanno lavorato da settembre nelle nostre scuole come supplenti e che hanno assicurato le lezioni e il diritto allo studio ai nostri alunni, ma che non hanno ricevuto un euro di stipendio» la denuncia di Gagetti, nei confronti della quale, sostiene, «non ci sono giustificazioni».

Con un’aggravante: solo alcuni di loro hanno appena ricevuto ora, a dicembre, una parte della disoccupazione, che si riferiva ai mesi di luglio e agosto, dopo aver presentato regolare domanda a giugno, alla scadenza del contratto a tempo determinato. «Ma tanti – incalza Gagetti - devono ancora ricevere anche quella. Quindi sei mesi di spettanze per ora sono ancora da vedere: non è accettabile».

Secondo la responsabile del coordinamento della Flc Cgil, «se la scuola funziona, nonostante tutto, è per la serietà, la professionalità, il lavoro e la passione di tutto il personale, che ogni giorno varca i cancelli delle scuole e accoglie gli alunni e le alunne», pur nella consapevolezza di non avere il dovuto stipendio, a fronte di spese da sostenere ogni giorno, come per qualsiasi famiglia.

«Questa è, doveroso rimarcarlo, la “Buona scuola” che non mette i soldi sui capitoli di spesa per pagare le lavoratrici e i lavoratori – prosegue come un fiume in piena Gagetti -, che vieta di assumere per diversi tipi di supplenze, che assume docenti di discipline diverse, da quelle che le scuole hanno chiesto per il potenziamento dell’offerta formativa» dice riferendosi all’ultima fase, la C, del piano di assunzioni straordinario introdotto dalla legge 107, della “Buona scuola”.

Non vedendo neanche un centesimo, piovono però i ricorsi. Diversi, infatti, sono i docenti e i bidelli che hanno deciso di prendere provvedimenti: «È paradossale, che si debba agire appellandosi a un giudice del lavoro per far riconoscere il diritto allo stipendio e far condannare il ministero dell’Istruzione al pagamento di un lavoro svolto. Una situazione vergognosa, di fronte alla quale non si può stare in silenzio». Motivo per cui, Gagetti ritiene «giusto e corretto denunciare all’opinione pubblica l’inefficienza del Governo, lo sfruttamento dei suoi dipendenti e la condizione della scuola reale, che è ben diversa dagli slogan mediatici propagandistici».

Conclude esprimendo solidarietà al popolo dei lavoratori della scuola, nessuno escluso, sollecitando la popolazione a far altrettanto: «A loro, ai docenti, ai non docenti e ai dirigenti scolastici, tutta la società dovrebbe rivolgere un grazie».


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