«Sempre più ragazzi consumano eroina. Va di moda fumarla»
In provincia di Sondrio sono scattati anche blitz nelle scuole per contrastare spaccio e consumo

«Sempre più ragazzi consumano eroina. Va di moda fumarla»

Massimo Tarantola responsabile del Servizio tossico e alcol dipendenze

parla di una nuova forma di spaccio: «Esistono anche qui le offerte»

Un fiume di droga sta invadendo le strade della provincia, ci sono droghe nuove, si riduce l’età dei consumatori. E anche quando non si tratta di eroina ma di marijuana il fenomeno è sempre molto preoccupante perchè non si tratta di una droga “leggera” ma di una sostanza con principio attivo (il cosiddetto Thc, tetraidrocannabinolo) elevato. E chi deve combattere il fenomeno si trova con difficoltà nuove. Ne parla il dottor Massimo Tarantola , dirigente medico, direttore del dipartimento per le attività territoriali alla Asst, l’azienda sociosanitaria a Sondrio e storico responsabile del Sert, il servizio per le tossico e alcol dipendenze.

«La droga c’è – afferma Tarantola – questa non è una novità, costa poco, è purtroppo accessibile, molto “fruibile”, e chi ne fa commercio lo fa sempre di più a prezzi più bassi rispetto al passato. E questa non è una novità, è un problema che si diversifica e acuisce. La novità semmai è che in Valtellina c’è una nuova caratteristica del consumo, una vera e propria nuova droga ed è l’eroina che qui viene prevalentemente fumata».

Che cosa intende per fruibilità della droga?

«Che è facilmente reperibile. Questo è un problema anche su altri fenomeni di dipendenza, una cosa proibita e che crea problemi alle persone non dovrebbe essere facilmente accessibile. Questo per chi deve combattere la dipendenza stessa è un problema in più. Inoltre le sostanze vengono vendute e comprate, ma chi compra non sa cosa compra, le droghe sono sempre più dei mix, nel senso che non si sa cosa ci sia dentro, dai controlli sulle stesse sostanze in laboratorio mi risulta che il contenuto sia combinato, non si sa cosa uno compri».

Esiste ancora la progressione ed escalation nella assunzione di sostanze, e la distinzione tra sostanze e droghe più o meno pericolose e pesanti?

«All’eroina, in espansione allarmante in Valtellina, ho la sensazione che molti arrivino quasi con un approccio diretto. Oggi viene iniettata meno in vena, è più fumata e ho la sensazione che per il consumatore, per il suo immaginario, questo equivalga un po’ a vederla “sdoganata”. Prima, con il “buco” la sostanza si presentava nella assunzione come una droga ancora più mortale. C’era la siringa, il laccio emostatico, in qualche modo, adesso si pensa dia meno rischi immediati per la vita. Ma è una sostanza che dà dipendenza. E poi si viene al Sert.

Lo spaccio degli stupefacenti è un altro dei problemi ulteriori con i quali ci troviamo ad avere a che fare come operatori. C’è una fidelizzazione costante. Chi entra nel giro fa fatica poi anche a sganciarsi perché il venditore cerca di “fidelizzare” il cliente e quindi lo contatta via sms in modo pressante tutti i giorni: gli dice, “è un po’ che non ti vedo”. Il pusher agisce nella situazione attuale come un venditore, fa offerte, una “politica” dei prezzi. L’eroina induce dipendenza anche tecnicamente e quindi questo induce i trafficanti a “spingerla”. Se si rende accessibile il prodotto le risultanze saranno che più persone ne fruiranno. Essendo quella una sostanze che rende dipendenti, si allargherà il bacino di chi ha problemi con la droga».

Il consumatore che problematiche presenta?

«Qui in Valtellina non ci sono situazioni di emarginazione e consumo come nell’ormai tristemente celebre boschetto di Rogoredo a Milano.

I consumatori che vengono al Sert con richieste di cura sono persone che conducono una vita abbastanza regolare e, come per altre dipendenze, devono fare i conti in termini di sostenibilità economica del loro vizio. Le dipendenze sono un problema che deve essere affrontato perché le persone, con le droghe entreranno in contatto. Occorre ampliare le competenze per la vita, sviluppare la capacità di dire no al consumo».


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