Seggiovia Vallaccia. Forestale in azione e sequestro dell’area
Sigilli all’area dove si dovrebbe realizzare l’impianto di seggiovia della Vallaccia a Livigno

Seggiovia Vallaccia. Forestale in azione e sequestro dell’area

La decisioneConvalidata dal giudice l’operazione. Il comandante Turco: «C’era la sospensione del Tar». La Mottolino replica: «Non c’è proprio nulla di nuovo».

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sondrio, Carlo Camnasio, ha accolto la richiesta di convalida del sequestro preventivo eseguito qualche giorno fa dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Polizia Locale di Livigno in località Monte della Neve-Vallaccia.

Si tratta del nuovo impianto sciistico in corso di realizzazione da parte della società Mottolino, i cui lavori sono stati bloccati a seguito di un esposto di Legambiente, con una polemica ormai in corso da qualche mese tra le parti.

Il giudice ha accolto l’istanza avanzata dal pubblico ministero decretando pertanto l’esecuzione e la notifica agli interessati del provvedimento di convalida.

Questa la comunicazione diramata ieri dal comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato Andrea Turco. «Il sequestro - hanno fatto sapere dalla Forestale - riguarda i lavori eseguiti nonostante l’ordine di sospensione del Tribunale amministrativo regionale, e in parte anche abusivamente, opere attinenti la realizzazione della seggiovia esaposto ad ammorsamento automatico denominata “Vallaccia Monte della Neve”». I lavori hanno comportato la movimentazione di circa 4160 metri cubi di terra proveniente dagli scavi per la realizzazione della stazione di partenza della cabinovia esaposto, interessando una superficie di circa 2200 mq.

«Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato del comando stazione di Bormio, in collaborazione con quelli della Polizia Locale del comune di Livigno - sottolinea Turco - hanno dato esecuzione al sequestro preventivo di un’area di circa 2200 mq posta in località Monte della Neve».

«Un’area che fa parte del complesso sciistico in fase di realizzazione - prosegue Turco -, sul quale la società Mottolino S.p.a. e la ditta esecutrice dei lavori Silver S.r.l., nell’inosservanza della sospensiva dei lavori emanata dal Tar della Lombardia in data 24 settembre e in assenza dei necessari atti autorizzativi edilizi e ambientali, avevano proceduto alla realizzazione ex novo di una pista di raccordo, nonché allo spianamento e livellamento di terre provenienti dalla realizzazione delle fondazioni della stazione di partenza della nuova seggiovia esaposto, nell’area circostante la stessa».

Proprio per questo, attualmente risultano indagati per i reati di mancata osservanza delle disposizioni impartite dall’autorità e per abuso edilizio-ambientale, il legale rappresentante della Mottolino, il direttore dei lavori e il legale rappresentante della ditta Silver S.r.l quale esecutrice dei lavori.

«Voglio solo precisare – ha rilevato l’amministratore delegato della Mottolino Marco Rocca –, che si tratta della situazione identica rispetto a qualche giorno fa. Non è stato fatto nulla di più; solo che una volta lo comunica Legambiente e un’altra la Forestale».

Nel frattempo ricordiamo che l’udienza di discussione disposta dal Tar di Milano in merito al nuovo impianto è stata rinviata al prossimo 15 febbraio.


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