Secam, il bilancio passa  ma restano le incognite:  tariffe e morosità
L’assemblea dei soci. Davanti il sindaco di Sondrio Marco Scaramellini (Foto by gianatti)

Secam, il bilancio passa

ma restano le incognite:

tariffe e morosità

L’assemblea Raffica di astensioni ieri a Cedrasco

Fatturato in crescita del 3%, valore della produzione sostanzialmente invariato rispetto al 2019 e un utile, seppur risicato, a +39mila euro dopo le tasse. E’ un bilancio positivo quello chiuso da Secam, la società interamente pubblica che si occupa di acqua e rifiuti per gli enti locali, nel 2020, l’anno durissimo della pandemia che ha visto aumentare anche dal 4 al 15% il tasso di morosità tra gli utenti. Diciottomila quelli che non hanno pagato e 9,7 milioni di euro i debiti da recuperare.

Un bilancio che però con un indebitamento finanziario netto di 62,7 milioni di euro, di cui il 70% verso le banche, non riesce a cacciare gli spettri di quegli investimenti voluti dai Comuni sul sistema idrico integrato già nel 2014 e che la tariffa non è in grado di sostenere, mostrando una tensione finanziaria che tra taglio dei costi e reperimento di finanziamenti esterni non esclude neppure il possibile aumento della stessa tariffa dell’acqua.

E proprio su questo, sull’incertezza finanziaria e sulle future mosse da prendere, su una governance da rivedere, sulla concreta possibilità di scongiurare un incremento dei costi a carico dei cittadini, si è incentrata tutta l’assemblea di ieri a Cedrasco cui hanno preso parte la metà dei soci. Quarantanove per l’esattezza i presenti al momento del voto, con il comune di Sondrio uscito per abbassare il quorum viste le numerose astensioni espresse dai sindaci, ma che altrimenti avrebbe scelto anche lui la via dell’astensione. Per marcare una discontinuità.

Che sarebbe stata un’assemblea difficile lo si era capito alla vigilia dal fermento tra gli amministratori, dall’incertezza sul voto mai arrivata a livelli così alti. La coda lunga delle tensioni del 2019 quando i soci furono chiamati ad approvare un piano industriale straordinario per far fronte ai problemi di cassa. Sempre gli stessi.

«Nonostante l’onda anomala del covid - ha introdotto l’assemblea il presidente Raffaele Pini -, nel 2020 siamo riusciti a garantire i servizi pubblici essenziali grazie al senso di responsabilità di ciascun dipendente. Abbiamo assolto regolarmente agli impegni con i dipendenti, con l’erario e gli istituti bancari, mantenendo il livello occupazionale e senza attingere agli ammortizzatori sociali. La strada è lunga, ma collaborando e aprendoci al dialogo sarà possibile affrontare la situazione».

Sostanzialmente quella che vede la tariffa dell’Ato non essere in grado di coprire i costi di investimento: il disavanzo ogni anno va dai 3 (3,8 nel 2020) ai 5 milioni di euro e sarà necessario sospendere gli investimenti, quelli non prioritari, per non aggravare la situazione. «La coperta è inevitabilmente corta - ha ammesso Pini - ed è evidente che occorre invertire la tendenza. Ma da ogni crisi nascono le migliori opportunità di crescita e penso alle riforme del Pnrr. Dobbiamo essere pronti con progetti strategici». Motivo per cui sono stati introdotti un codice, una commissione e un garante etico, Marco Villani.

Un passo avanti importante, ma non sufficiente per chi, come il comune di Sondrio, da tempo critico nei confronti di Secam. «Anche quest’anno - è intervenuto il sindaco Marco Scaramellini - ci troviamo ad approvare un bilancio che conferma una forte tensione nell’indebitamento finanziario che anche il collegio dei revisori dei conti chiede di monitorare. La società dovrà attivarsi per ridurre strutturalmente la posizione debitoria. Già nel 2019 con l’approvazione del piano industriale si auspicava una nuova partenza per la società, così non è stato e ora siamo di fronte ad un’ultima chiamata. Non si può più prescindere da una ristrutturazione profonda e strutturale della società per scegliere un modello di gestione efficace ed efficiente, al passo coi tempi».

Una rivisitazione del modello societario quella buttata sul tavolo dal capoluogo su cui ha chiesto lumi il sindaco di Chiavenna, Luca Della Bitta: «Occorre essere chiari e trasparenti anche tra di noi - è intervenuto -. C’è qualcuno che ipotizza di mettere in discussione la natura pubblica della nostra società? Sui rifiuti ci sono iniziative di qualcuno che pensa di utilizzare altri soggetti? Sarebbe bene che tutti noi ne fossimo messi al corrente».


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