Se lo scarto è fashion: dal riciclo le borse  e lo “stile Skartoria”
Le ragazze e le donne che partecipano al laboratorio

Se lo scarto è fashion: dal riciclo le borse

e lo “stile Skartoria”

Presentata la produzione del laboratorio di sartoria creativa e design aperto alla Piastra di Sondrio. «Proponiamo un modello di integrazione tra culture».

Nel laboratorio alla Piastra stanno nascendo mini-libri per i bimbi, “silent books”, borse e oggetti in stoffa, a Sesto San Giovanni sono state presentate le creazioni ispirate alle donne della Resistenza.

Il progetto Skartoria è salito alla ribalta nell’esposizione “Design resistente” che si è appena conclusa al Museo Mil – Archivio Giovanni Sacchi di Sesto, selezionato insieme ad altre 35 proposte dedicate al tema della libertà: una soddisfazione per le trenta donne e ragazze che partecipano al laboratorio e un’occasione per far conoscere fuori dalla provincia «un piccolo ma tenace progetto locale».

Promosso dall’Agenzia per la pace insieme ad altre associazioni del territorio e finanziato sul Bando volontariato 2014 di Fondazione Cariplo e coordinamento Csv della Lombardia, il progetto della sartoria creativa è partito ad ottobre con un gruppo di una trentina di donne, italiane e straniere, che sotto la guida delle designer Elena Giunta e Viola Farina stanno imparando diverse tecniche di cucito e riciclo creativo di materiali per creare borse, cinture, abiti e oggetti in stoffa.

«Mettiamo in gioco tante idee di produzione e creatività, non un’ambizione professionalizzante - ha spiegato ieri Giunta presentando le realizzazioni esposte a Sesto, e non solo -, con l’obiettivo di scoprire insieme modi per trasformare materiali di scarto in nuova materia prima, seguendo il filone dell’upcycling, del riciclo creativo».

Punto di partenza sono i materiali donati o messi a disposizione a prezzo calmierato da negozi e aziende partner dell’iniziativa: cataloghi, scampoli, passamanerie, pizzi e stoffe che in questi mesi stanno diventando libriccini tattili per i bimbi più piccoli, pannelli illustrati che verranno trasformati in “libri silenziosi” ma pieni di colori, borse, cinture, accessori, oltre alle realizzazioni presentate alla mostra. Obiettivo, come ha spiegato il presidente dell’Agenzia per la pace Simone Del Curto, «proporre un modo concreto per favorire l’integrazione fra persone di culture diverse», riunendo tutte intorno al tavolo da sartoria per creare, dagli stili e dai gusti di ciascuna, uno “stile Skartoria”. «Nel settore sartoriale spesso c’è un forte sfruttamento delle persone - ha sottolineato Del Curto -, qui invece diventa l’occasione per collaborare e fare integrazione».

Un’occasione nata da un’esigenza concreta, ha ricordato la volontaria dell’Agenzia Mascia Grippa: «Alcune donne straniere che frequentavano i nostri corsi di italiano hanno espresso il desiderio di migliorare le proprie competenze di cucito – ha detto – e così si è pensato di creare questo progetto, che ha trovato anche il sostegno dell’Unione artigiani e del Pfp, dove alcune partecipanti stanno facendo uno stage di 20 ore. E da questo incontro di persone e culture diverse speriamo possa nascere uno stile sartoriale originale, “made in Skartoria”».

Intanto è già arrivata una prima ordinazione: una serie di borse commissionate dal Gas Valtellina.


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