«Se i treni sono in ritardo un premio ai macchinisti»

«Se i treni sono in ritardo un premio ai macchinisti»

Il dubbio emerge dalla denuncia in forma anonima di tre macchinisti sulla Gazzetta di Mantova.

Se il treno arriva in orario ovviamente i pendolari sono felici, ma il macchinista guadagna di meno rispetto al collega che arriva in ritardo. Un paradosso evidente: nella sostanza il contratto dei ferrovieri, in qualche modo, incoraggia a sforare la tabella di marcia. L’integrativo di Trenord lega la parte variabile dello stipendio anche ai minuti passati alla guida. Più aumentano più cresce la busta paga. E oltre le tre ore di guida, scatta il bonus. Ovvio che rallentare la marcia può essere conveniente. Ma succede nella realtà?

Il dubbio emerge dalla denuncia in forma anonima di tre macchinisti sulla Gazzetta di Mantova. Guidare di più conviene: le prime due ore di lavoro valgono sei euro ciascuna, la terza nove, la quarta 12. Dopo tre ore si guadagnano 15 euro in più. Il sindacato nega: «Ancorare la retribuzione ai minuti non incentiva alla puntualità, ma dalla nostra esperienza i macchinisti non ci marciano. E Trenord? L’amministratore delegato Cinzia Farisè ci tiene a non scaricare sul personale la responsabilità: «Riteniamo che le cause dei ritardi siano altrove, ma abbiamo il dovere di rimuovere ogni alibi».


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