Scuole nel caos  «O linee comuni  o è tutto inutile»
Le scuole superiori devono decidere quali criteri applicare per fare parte delle lezioni a distanza, per non sovraccaricare il sistema dei trasporti (Foto by foto gianatti)

Scuole nel caos

«O linee comuni

o è tutto inutile»

Alternanza tra lezioni a casa e in classe. Confusione negli istituti superiori della provincia

Nella notte arriva l’ordinanza che genera il caos nel mondo della scuola, ma i dirigenti, ancora una volta, rispondono all’imprevisto avanzando possibili soluzioni. Auspicano però una cabina di regia i presidi delle scuole superiori di Sondrio, e nel frattempo, tra telefonate frenetiche e le famiglie che vogliono capire cosa sta succedendo, c’è chi in via straordinaria prevede da domani lezioni a distanza e in presenza a rotazione per tutte le classi, dalla prima alla quinta.

É il caso dei licei Donegani e Piazzi Lena Perpenti. C’è chi invece decide per la didattica a distanza per tre settimane solo per le classi del triennio, come al De Simoni-Quadrio.

Confusione

Un sabato mattina da delirio negli istituti superiori della provincia, dopo l’ultima ordinanza, pubblicata nella tarda serata di venerdì del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. È la numero 620, in cui si impone alle secondarie di secondo grado e alle istituzioni formative professionali di organizzare le attività didattiche con modalità a distanza alternate ad attività in presenza, fatta eccezione per i laboratori. Un provvedimento, dettato dalla necessità di alleggerire il sistema di trasporto pubblico.

«Si tratta di un’ordinanza e come tale bisogna ottemperarla» premette dall’Itis Mattei il preside Massimo Celesti, che prende tempo prima di disporre un’organizzazione scolastica diversa da quella attuale in una scuola frequentata da 900 studenti, di cui l’80% pendolari. «Per far sì che realmente il sistema dei trasporti ne tragga beneficio, credo serva adottare linee comuni. Sull’intero territorio provinciale ogni giorno ci dovrebbe essere una precisa percentuale di studenti a casa e un’altra a scuola, con una tangibile riduzione di chi si serve di treni e autobus. Agire random sarebbe inefficace, oltre che inutile».

Pur comprendendone la ratio, non negano il malumore che il provvedimento del Pirellone ha generato tra gli addetti ai lavori, chiedendo (ancora) alla scuola una repentina e imprevista inversione di marcia, dopo un solo mese di lezioni in presenza.


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