Scuole e maestri di sci  arrivano i ristori  Le regole per averli
La protesta dei maestri di sci di Livigno nel febbraio scorso

Scuole e maestri di sci

arrivano i ristori

Le regole per averli

Covid Sei milioni stanziati solo per la Lombardia

per i soggetti costretti all’inattività per la pandemia

Regione Lombardia ha approvato i criteri e le modalità per l’erogazione di 6 milioni di euro di ristori alle scuole di sci e ai maestri di sci, costretti all’inattività a causa del Covid per tutta la stagione invernale 2020-2021.

L’annuncio dell’arrivo dei fondi è stato dato dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia dopo la firma del decreto che ha sbloccato i 40 milioni destinati ai maestri e alle Scuole di sci dal decreto-legge 41/21, di cui poco più di 6 per la Lombardia.

«Un contributo fondamentale – sottolinea Antonio Rossi, sottosegretario regionale alla Presidenza con delega a Sport, Olimpiadi 2026 e Grandi eventi sportivi – per il mantenimento sul nostro territorio delle strutture di avviamento alle discipline sciistiche e per il sostentamento dei numerosi professionisti che lo scorso inverno non hanno potuto lavorare, a causa delle restrizioni legate alla pandemia» .

«Questa somma importante – aggiunge il pluricampione olimpico – assicurerà una boccata d’ossigeno a migliaia di famiglie che hanno visto d’improvviso diminuire e in alcuni casi azzerarsi le proprie entrate, per le chiusure degli impianti decise dal Governo. Penso ai 2.302 maestri di sci lombardi. Penso anche al personale, alle segretarie, agli stagionali e ai collaboratori delle 64 scuole sci della Lombardia che potranno sfruttare il ristoro per coprire parte delle spese sostenute e farsi così trovare pronti a riaprire il prossimo dicembre» .

La dotazione finanziaria di sei milioni di euro è divisa in due linee. 4,6 milioni euro sono destinati al sostegno dei maestri di sci lombardi, che riceveranno una quota fissa e una variabile in base al reddito, per un massimo di 8.000 euro a testa. 1.4 milioni di euro sono destinati alle scuole sci, sempre con una quota fissa e una variabile, per un massimo di centomila euro a struttura. Per entrambe le linee è prevista l’erogazione una tantum. Le domande di adesione saranno aperte subito dopo l’ok finale da Roma.


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