Scuola, «Trasporti da potenziare  Il problema è il contagio, non i costi  Usiamo i bus privati»
Studenti alla stazione delle corriere: la scarsità di fondi per i trasporti non consente di scandagliare l’orario di inizio delle lezioni (Foto by gianatti)

Scuola, «Trasporti da potenziare

Il problema è il contagio, non i costi

Usiamo i bus privati»

Fedele (Fit Cisl): «Prioritario è il contenimento del contagio, non certo dei costi» - «Stabiliamo cosa serve e chiediamo i fondi alla Regione». I presidi: «Intervenga chi di dovere»

Bisognerebbe mettere a fuoco i punti critici dove serve potenziare il sistema con bus e treni aggiuntivi e andare a caccia di risorse, interpellando il Pirellone, coinvolgendo anche le aziende locali, che in questo momento non stanno lavorando o sono in sofferenza. Chi ad esempio si occupa di tour turistici o di gite scolastiche, che sono state vietate.

È la soluzione suggerita da Michele Fedele , che interviene sul nodo trasporti e scuola. Una questione che continua a far discutere anche sui social, all’indomani delle dichiarazioni di Maria Cristina Carmeli, direttore dell’Agenzia per il Trasporto pubblico locale (Tpl) del bacino di Sondrio .

«Che il trasporto pubblico scolastico, in questa fase emergenziale, sia un problema è innegabile: è sotto gli occhi di tutti. È un problema nazionale, lo ha detto anche la ministra stessa Paola De Micheli pochi giorni fa - premette Fedele- e la nostra provincia non fa eccezione, purtroppo».

Va oltre il coordinatore Fit della Cisl Sondrio, che tra l’altro ha partecipato anche all’ultimo vertice in Prefettura sul trasporto scolastico: «Perché non proviamo a reperire le risorse, facendo anche appello alla Regione, per potenziare laddove serve, sulla base di dati concreti, sia il trasporto su gomma che quello ferroviario? Si tratta di un investimento aggiuntivo, non per sempre - sottolinea Fedeli -. Per garantire maggiore sicurezza agli studenti che si servono dei mezzi si chiede un investimento di risorse per poco più di sette mesi», da novembre sino ai primi di giugno 2021, quando terminerà l’anno scolastico «o anche meno, dovesse come speriamo che avvenga questa emergenza rientrare».

Fedele non nasconde un certo disappunto nell’aver letto l’intervento della direttrice Carmeli, che ha dichiarato - testuali parole - «uno spostamento alle 9 dell’orario di inizio delle lezioni comporterebbe uno sforzo importante per le aziende, in termini di uomini e mezzi e quindi di costi per la collettività».

«Mi chiedo: perché una pandemia non è un costo per la collettività?». E incalza: «Rispetto al fatto economico ritengo sia prioritario il contenimento del contagio, così come la sicurezza degli studenti e di chi si serve dei mezzi».


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