Scopre di avere il diabete, ma durante il ricovero trova il grande amore
Nadia Capitani, 44 anni, con il marito

Scopre di avere il diabete, ma durante il ricovero trova il grande amore

Sondalo, Nadia Capitani, 44 anni, ha scritto un libro sulla sua storia di rinascita 28 anni dopo la notizia della malattia.

“Di diabete si può... rinascere”. È la certezza che ha e dà Nadia Capitani, 44 anni, sondalina trapiantata in Sicilia da quindici anni, che nel suo libro autobiografico ha raccontato in 158 pagine il suo dramma di salute - il diabete giovanile diagnosticato a 28 anni -, che ha causato un ricovero in ospedale trasformatosi in un’emozionante storia di amore a lieto fine. Malattia e amore si sono incrociate sulla strada di Nadia, classe ‘74 studentessa del liceo classico di Sondrio, che a causa della sua malattia ha conosciuto durante il ricovero all’ospedale di Sesto San Giovanni l’uomo della sua vita.

Un’esperienza incredibile che la protagonista ha voluto mettere nero su bianco non solo per raccontare un incubo trasformatosi in un sogno «ma per dare speranza a chi si trova a convivere col diabete giovanile come è successo a me, una malattia che se curata permette di avere una vita normale come la mia nella quale mi sono sposata, ho avuto due figli. Faccio tutto quello che voglio con la mia iniezione quotidiana di insulina».

Nadia nel libro ha il nome di Elisa, ma per il resto è il racconto reale della sua vita. È una giovane educatrice che terminati gli studi universitari a Milano lavora nella città meneghina. Mens sana in corpore sano il suo motto, visto che agli studi ha sempre abbinato lo sport, essendo una colonna della Pallavolo Altavalle in serie C, ma all’improvviso a 28 anni la giovane inizia a sentirsi spossata, stanca. Gli esami del sangue e il terribile responso: diabete. Ma quando il mondo sembra caderle addosso, ecco il miracolo, quasi annunciato dal medico del pronto soccorso, che al momento del ricovero le preannuncia che nel padiglione B avrebbe trovato un infermiere speciale. Ed ecco l’apparizione di quell’angelo che di notte, la prima del ricovero della giovane valtellinese, entra in camera per controllarle la glicemia, e lei resta nel dubbio che quella visione fosse un sogno. Solamente il giorno dopo, quando il turno riporta in corsia quello che nel libro si chiama Stefano, ma in realtà è Carmelo, Nadia incontra il suo principe azzurro.

Una storia di amore che nasce in corsia proprio mentre la malattia sembrava doverle togliere qualcosa. Un amore che porta Nadia una volta ristabilita, a lasciare il Nord e a trasferirsi in Sicilia, a 1.200 chilometri da casa, in provincia di Catania a Biancavilla dove marito e moglie sono allietati dalla presenza di due figli: Luca e Matteo nel libro.

Un amore nato in ospedale che nella realtà del Morelli a Sondalo non è una novità. Tanti ex ammalati di tbc oltre a ritrovare la salute al Morelli hanno pure trovato l’amore come ha evidenziato anche il calendario 2018 dedicato al Morelli realizzato da Apt Tria Lillia. “Di diabete si può... rinascere” è edito da You can print e costa 12,50 euro.


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