Sciovia Gavia chiusa dopo quarant’anni  «Ma il rilancio della ski area va avanti»
La sciovia Gavia ha chiuso per la vetustà della via tecnica

Sciovia Gavia chiusa dopo quarant’anni

«Ma il rilancio della ski area va avanti»

Valfurva, l’amministratore delegato Bonseri interviene dopo le proteste sui social. «È un ordine ministeriale, ma questo non preclude gli investimenti come per la neve artificiale».

Un vero peccato per molti appassionati e sciatori di Santa Caterina Valfurva la chiusura, della sciovia Gavia, impianto che ha fatto la storia della ski area. Un provvedimento, quello dello stop dell’impianto, che ha fatto seguito al decreto del ministero, che ha sancito la fine della vita tecnica della struttura. Nessuna proroga, come alcuni auspicavano, ma una decisione obbligata per la quale la stessa società impianti si rammarica. E se allo stop di un impianto si somma la chiusura di alcune piste per gare, da parte di alcuni turisti è emersa nei giorni scorsi la richiesta di uno sconto sullo skipass.

Gli impianti di risalita rappresentano un volano per l’economia di intere vallate. Lo sanno bene anche in Alta Valle e a Santa Caterina Valfurva dove, in questi giorni, il dibattito via social si è concentrato sulla chiusura della sciovia Gavia per sopraggiunti limiti d’età. E così si guarda al futuro di una stazione turistica e agli investimenti fatti, anche e soprattutto negli ultimi mesi, per permettere alla stagione invernale di decollare.

Interviene Beppe Bonseri, amministratore delegato della società che, pochi mesi fa, ha preso in mano le redini di un impianto e di una situazione economica non di certo floridi. «Quello che posso sottolineare - ha rilevato - è che, visti i precedenti, ad oggi gli impianti di Valfurva avrebbero potuto essere chiusi. Invece, ci troviamo di fronte a una società solida che sta facendo di tutto per il prosieguo delle infrastrutture e per garantire un futuro a quest’importante realtà del sistema turistico. Quest’estate rilevanti gli investimenti fatti per garantire l’innevamento artificiale, raddoppiato quanto a quantità di neve, un intervento che, attualmente, garantisce quasi 600mila metri quadrati di produzione. Ci troviamo davanti ad una ski area - ha evidenziato - che comunque ha potuto garantire un maggior numero di chilometri di piste rispetto allo scorso anno».

A questo si aggiunge un rammarico dal momento che, una quindicina di giorni fa, ha chiuso una parte importante di storia di Santa Caterina Valfurva. La sciovia Gavia (I e II) ha, infatti, chiuso definitivamente i battenti lasciando solo il ricordo di un impianto che ha fatto crescere molti bambini, regalato sorrisi e fatto conoscere ai fortunati visitatori le bellezze di un paesino fantastico. «Anche noi come società - ha commentato Bonseri - siamo dispiaciuti ma abbiamo un provvedimento del ministero di fronte al quale abbiamo potuto far poco: la vita tecnica dell’impianto, che ha superato le “quaranta” primavere, è scaduta. Ce ne rammarichiamo ma non potevamo fare altrimenti; non è di certo stata volontà dell’attuale società. Siamo invece impegnati per garantire un futuro e uno sviluppo alla ski area di Santa Caterina Valfurva e, di conseguenza, alle strutture ed esercizi che “ruotano” attorno agli impianti di risalita».

L’obiettivo della nuova società, attiva dal giugno scorso in Alta Valle, è quello di riuscire a presentare un programma di investimenti da attuare sul territorio almeno della durata quinquennale.


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