Scialpinista morto, tragica fatalità «Attrezzato e sapeva quel che faceva»
Chiusi al transito da diversi giorni alcuni percorsi per il rischio di valanghe a Livigno

Scialpinista morto, tragica fatalità
«Attrezzato e sapeva quel che faceva»

Livigno, accertamenti nella zona dove lunedì ha perso la vita un turista austriaco di 59 anni. Monti: «Il rischio valanghe è marcato, servono precauzioni e preparazione adeguata».

«Una tragica fatalità». Così Fabiano Monti, previsore valanghe che a Livigno collabora con Apt e Comune, definiva ieri la slavina costata la vita lunedì pomeriggio a uno scialpinista di nazionalità austriaca, il cinquantanovenne Klaus Kurz, di Salisburgo.

Il bollettino valanghe, che ogni giorno viene pubblicato sul sito dell’Apt Livigno, lunedì parlava di “rischio 3 marcato”, il che significa che le possibilità di gite sciistiche erano limitate ed era richiesta una buona capacità di valutazione locale. «In queste condizioni il fuoripista non è vietato - spiega Monti -, ma certo bisogna essere preparati e avere con sè attrezzature per l’autosoccorso. Artva, pala e sonda devono essere a portata di mano ed è consigliabile muoversi con una guida alpina se non si è esperti. Mi risulta però che il gruppo di escursionisti austriaci fosse tuttaltro che inesperto».

Con loro i quattro compagni di gita avevano l’equipaggiamento per l’autosoccorso, tanto che sono stati gli amici ad estrarre l’uomo rimasto sotto la valanga e praticargli il massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorritori. A quanto pare il gruppo era partito con l’idea di fare una gita fino alla bocchetta della Val Nera.

«Certo - precisa Fabiano Monti - personalmente io in quella zona non ci sarei andato con quelle condizioni, e a quanto pare erano partiti dalla zona della pista da fondo dove ci sono i cartelli che segnalano chiaramente il rischio di valanghe, ma va detto che loro stessi a un certo punto si sono resi conto che quella zona era troppo rischiosa e stavano rientrando».

Lungo la via del ritorno però si sono spinti in Val di Campo, per dare un’occhiata a quella zona e valutare la possibilità di una gita nei giorni successivi. A quanto pare Klaus Kurz era più avanti dei compagni di escursione e quando loro si sono trovati davanti la valanga hanno subito capito di essere davanti a una tragedia. Ci hanno messo un po’ a individuare ed estrarre dalla neve l’amico.

Uno di loro ha dovuto portarsi più a valle per riuscire a dare l’allarme, visto che non c’è campo per i cellulari nella zona. «Certo, la situazione neve nella zona è delicata e ci sono lastroni instabili - spiega ancora Monti - ma si vedono ogni giorno comportamenti ben più imprudenti. Purtroppo questa volta l’incidente è stato fatale». Il turista austriaco, nonostante i soccorsi, è spirato poche ore dopo, alle 17,42, al pronto soccorso della Casa della sanità di Livigno. Ieri, dopo la ricognizione cadaverica, la salma è stata affidata alla compagna dell’uomo, perché possa essere riportata in Austria.

Sul luogo della tragedia sono stati fatti accertamenti e rilievi da parte del soccorso alpino della Guardia di Finanza, che collabora con i Carabinieri, ma non sono emersi a quanto pare particolari che facciano ipotizzare responsabilità di terzi nell’accaduto.

A quanto pare davvero una tragica fatalità.


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