Sci, tutte le regole  per tornare in pista

Sci, tutte le regole

per tornare in pista

Via alla stagione Attesa per la decisione definitiva del Governo centrale, e un occhio all’andamento dei contagi

Sci, tutte le regole per tornare in pista

Via alla stagione Attesa per la decisione definitiva del Governo centrale, e un occhio all’andamento dei contagi

La Conferenza delle regioni ha stabilito modalità di accesso agli impianti: all’80% su funivie, al 100% in seggiovia

Elisabetta Del Curto

Sono di buon auspicio per una ripartenza senza intoppi della stagione dello sci, le linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali, varate mercoledì dalla Conferenza delle Regioni. Che ha recepito le osservazioni poste dal Comitato tecnico scientifico, per cui ora manca solo il via libera definitivo del Governo, atteso per la prossima settimana.

Un’attesa spasmodica, perché siamo a ridosso di un’apertura degli impianti lungamente attesa, prevista anche nelle stazioni sciistiche di casa nostra fra il 27 novembre e il 4 dicembre, e alla quale nessuno vuole rinunciare. E anche se tutti cercano di ostentare ottimismo, sotto traccia, il timore di qualche sorpresa dell’ultimo minuto, legata a un andamento dei contagi comunque in crescita, esiste e costringe a stringere i denti ed incrociare le dita.

La portata massima

Diciamo che, imponderabile a parte (nel senso, stavolta, non tanto del meteo quanto del Covid), sulla carta, le “regole del gioco” sono state fissate e sono abbastanza chiare e da tutti, più o meno, accettate.

Il dato che più rileva è quello riferito alla portata massima degli impianti di risalita che è stata innalzata dal 50% previsto per la scorsa stagione (per quanto rimasto inapplicato perché di fatto non si è aperto), all’80% per tutti i mezzi di trasporto a fune chiusi, cioè funivie, cabinovie, e seggiovie con copertura. Per tutti gli impianti aperti, invece, seggiovie e skilift, la capienza è al 100%.

Questo rispetto a impianti da sci collocati in Regioni, zone bianche o gialle, come è il caso della Lombardia che, anche questa settimana, come ha annunciato ieri Attilio Fontana, governatore regionale, resta bianca «il che conferma quanto le vaccinazioni costituiscano un’importante barriera contro il Covid - ha detto -, e sono ottimista anche per la prossima settimana, anche se - ha avvertito -, il virus è imprevedibile».

Nel caso in cui, tuttavia, gli effetti del Covid dovessero farsi ulteriormente sentire, spingendo la nostra regione, non sia mai, in zona arancione o rossa, stando alla linee guida varate mercoledì non si andrebbe, tout court, verso una chiusura degli impianti ma, semmai, verso una limitazione del numero massimo di presenze giornaliere sull’area sciabile, determinata in base alle caratteristiche della medesima, con criteri definiti a livello regionale, nel caso nostro da Regione Lombardia, sentiti i rappresentanti di categoria, Anef e Federfuni, quelli delle strutture ricettive e le autorità sanitarie locali. L’impressione, quindi, è che non si vada, nella peggiore delle ipotesi, verso un lockdown generalizzato, esteso a tutto il territorio, ma si proceda per aree, sulla base del contagio relativo. Massima, poi, la cautela in accesso alle ski-aree, perché prevista l’obbligatorietà del Green pass per tutte quelle servite da impianti chiusi. Solo in quelle ad impianti esclusivamente aperti, è ipotizzabile una fruizione senza Green pass, anche se le linee guida non lo esplicitano compiutamente.

I controlli

Quanto ai controlli, le linee guida stabiliscono che possono essere svolti anche a campione, cosa che andrebbe a semplificare, almeno un poco, la vita dei gestori, anche se di controlli attenti e rigorosi si deve trattare.

Ovviamente, della necessità di essere dotati di Green pass, i gestori, devono dare opportuna comunicazione alla propria clientela, facendo in modo che arrivi anche a quella di nazionalità straniera, e questo, attraverso apposita segnaletica, cartellonistica o sistemi audio-video.

Resta l’obbligo di indossare la mascherina, chirurgica o a protezione superiore, sui mezzi di trasporto, negli ambienti al chiuso, e anche all’aperto in presenza di assembramenti. Che, tuttavia, vanno attentamente evitati, gestendo eventuali code in ingresso agli impianti.

Proprio per questo, viene chiesto a tutti gli impiantisti di limitare l’acquisto del ticket in biglietteria, favorendo prevendite online.

Inutile dire del rispetto delle norme di igiene, della pulizia degli ambienti, dell’introduzione dei gel disinfettanti, e, ultima, ma non ultima, della necessità di tenere aperti, il più possibile, i finestrini dei mezzi di risalita chiusi


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