Sci, stop prorogato ad aprile  «Inevitabile gettare la spugna»
Piste pronte da mesi, neve abbondante ma nessuna riapertura

Sci, stop prorogato ad aprile

«Inevitabile gettare la spugna»

Anche i più grandi come il Mottolino rinunciano. La data è improponibile: «Senza ricavi per 21 mesi, agire con urgenza»

Gli impianti da sci non riapriranno, almeno per la maggior parte. Dopo la notizia giunta ieri di una nuova proroga per la riapertura, fissata ora al prossimo 6 aprile, quindi dopo le festività pasquali, non c’è più nessuno, o quasi, che pensa davvero di rimettere in moto gli impianti.

Anche gli impianti più grandi, come il Mottolino di Livigno, la società unica più grande in termini di fatturato in Lombardia, getta la spugna.

«A questo punto non penso ci sia nessuno che pensi alla riapertura – conferma Marco Rocca, amministratore delegato del Mottolino di Livigno e consigliere regionale e nazionale di Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari), sodalizio che rappresenta il 90% degli impianti a livello nazionale ma anche provinciale -. Forse potrebbero far ripartire gli impianti alcune società in altissima quota ma si tratterebbe più di un gesto rappresentativo che altro, un modo per fidelizzare l’utenza. Del resto, anche riaprire adesso sarebbe stato complicato, più per accontentare e appunto fidelizzare i clienti che altro. La stagione è finita senza neppure iniziare, ormai direi che è ufficiale».

E, del resto, anche l’Anef non pensa più a riaprire gli impianti quanto, piuttosto, a far ottenere ristori per i gravi ammanchi causati dalla situazione.


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