«Sci, stagione finita  dobbiamo pensare  già all’inverno 2021»
Massimo Sertori all’arrivo della pista Stelvio a Bormio

«Sci, stagione finita

dobbiamo pensare

già all’inverno 2021»

L’assessore regionale Sertori: puntare su ristori e risarcimenti, fiducioso nel nuovo governo

«La stagione dello sci? Faccio fatica a pensare che si possa riaprire il 5 marzo. Bisogna essere seri. Ormai la stagione invernale è compromessa, bisogna lavorare, come stiamo facendo, su indennizzi e ristori per limitare le ricadute future».

Dopo la doccia fredda di domenica scorsa, il dietrofront dell’ultimo minuto sulla riapertura degli impianti, e con numeri dei contagi che, seppure ieri hanno graziato la Lombardia mantenendone la classificazione in giallo, sono tutt’altro che rassicuranti, l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori esprime forti, fortissime perplessità sul fatto che il 5 marzo, alla scadenza del vecchio Dpcm, funivie, skilift e seggiovie possano ripartire.

E se non si ripartisse?

In questo momento bisogna concentrarsi sul sostegno al comparto turistico. Non nascondo di essere molto preoccupato e non soltanto per le perdite attuali, che purtroppo ci sono, ma per le eventuali ripercussioni sul prossimo inverno perché se non arrivano congrui ristori molte attività non avranno la forza di ripartire. Indennizzi e ristori dovranno tener conto di questo aspetto perché lo sappiano la stagione invernale è fondamentale per il comparto turistico della montagna. Non si tratta solo di una sciata, come pensano in molti a Roma.

Adesso però il suo partito, la Lega è al Governo e al ministero del Turismo c’è il milanese Massimo Garavaglia. Quali cambiamenti si attende?

Sicuramente con il ministro Garavaglia, compagno di partito e amico, persona competente che sa di cosa si parla, sarà molto più facile interloquire. Già in questi giorni l’ho sentito più volte, come anche Giorgetti, e soprattutto non appena nominato lunedì, all’indomani del dietrofront sull’apertura degli impianti, è stato subito disponibile ad incontrare sindaci, assessori, associazioni di categoria e tutti i portatori d’interesse, un’ottantina di persone circa, per fare il punto della situazione. E questo mi sembra un segnale importante di attenzione.

In merito al pasticcio degli impianti, il ministro Garavaglia ha detto chiaramente che si è trattato di un errore del Governo e che quindi è giusto che il Governo indennizzi chi ne ha pagato le conseguenze.


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