Sci, dita incrociate  «Nessuna disdetta  ma c’è prudenza»

Sci, dita incrociate

«Nessuna disdetta

ma c’è prudenza»

Turismo Negli alberghi alla vigilia della stagione

Disdette vere e proprie per effetto del contagio in ripresa, non sembrano essere ancora arrivate in provincia di Sondrio, a ridosso dell’apertura della stagione dello sci. Però i telefoni stanno cominciando a squillare, più che per prenotare, per sapere che fine fa la caparra versata in caso di peggioramento del quadro pandemico.

I voucher

«C’è un po’ di preoccupazione - conferma Andrea Maranesi, gerente l’albergo “La Meridiana” di Madesimo - I clienti non disdicono, quello no, ma telefonano per chiedere conto della caparra versata nel caso in cui dovesse peggiorare la situazione Covid. Noi li tranquillizziamo spiegando loro che, comunque, quanto versato non andrà perso, ma verrà trasformato in un voucher-soggiorno da spendere entro un tot di mesi, sempre nel nostro albergo».

Fermo restando che l’auspicio di tutti è che non si debba ricorrere ad alcun rinvio di stagione «perché sarebbe un vero peccato - insiste Maranesi - tenuto conto della voglia di montagna, di neve, e di sci, che c’è nella clientela. Noi non abbiamo solo prenotazioni per il periodo post natalizio, ma anche per febbraio e marzo. Le previsioni per la stagione invernale sono ottime, per cui uno stop adesso sarebbe veramente deleterio».

Un trend confermato anche da Franco Masanti, patròn dell’Andossi di Madesimo, che assicura esserci «molto interesse da parte della clientela - dice - purché i media non ci mettano lo zampino...».

Ma richieste di informazioni circa la sorte della caparra versata stanno giungendo, dall’altro capo della provincia, anche all’hotel Zebrù di Sant’Antonio Valfurva. «Disdette non ne sono arrivate - confermano dalla reception - però qualcuno chiede cosa ne sarà della caparra versata in caso di un problema Covid. E, noi, sperando che non si debba porre il problema, assicuriamo circa la trasformazione del versato in un voucher da spendere più avanti».

A non chiedere più neppure la caparra, di modo che il problema della restituzione non si pone, è la signora Capitani titolare dell’hotel Derby, di Bormio.

«Non chiediamo nulla»

«Noi abbiamo smesso di chiedere la caparra perché abbiamo ancora da restituire il versato di alcune stagioni fa - dice - per cui, per evitare di complicare ulteriormente la gestione ormai divenuta difficile, non chiediamo più niente. Oltretutto i clienti, ormai, aspettano di prassi l’ultimo momento per prenotare. Grandi richieste di informazione sì, grande interesse sì, però fino all’ultimo nessuno si espone. Tutto quello che abbiamo al momento è sulla fiducia ed è come se non ci fosse, perché si sa che all’ultimo minuto il cliente può decidere di non venire. Staremo a vedere. Noi il personale l’abbiamo confermato tutto, però per come si stanno mettendo le cose, non si può stare tranquilli. Una certezza, invece - annota l’albergatrice -, la stagione estiva, per quella abbiamo già molte richieste».

Andamento lento, per quanto potuto appurare, anche ad Aprica. «Pensi che oggi, a ridosso, ormai della stagione invernale, il telefono non ha squillato nemmeno una volta - dice il gerente l’hotel Urri, di Aprica -. Abbiamo prenotazioni per gli ultimi tre giorni dell’anno, quelle sì, poi per il resto calma piatta. Staremo a vedere».

Non squillano a tambur battente neanche i telefoni negli alberghi della Valmalenco, però dall’unico quattro stelle della valle, il Tremoggia, che aprirà il 2 dicembre, annunciano un Capodanno interessante.

«Speriamo non ci siano restrizioni, perché per il momento per la fine anno siamo messi bene - conferma la gerente Alessandra Lenatti -. Sono tornate a prenotare persino le nostre affezionate famiglie inglesi, e ci fa molto piacere. Comunque, noi abbiamo adottato una politica in base alla quale fino all’ultimo momento possono disdire nel caso sopravvengano impedimenti da Covid».


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