Scaramellini come Fontana  «La zona rossa è un disastro»
Il sindaco di Sondrio Marco Scaramellini

Scaramellini come Fontana

«La zona rossa è un disastro»

L’intervento Il sindaco: «È arrivato il momento di far sentire la nostra voce

Troppa disparità di trattamento, qui non ci sono rischi, chiediamo rispetto»

Milano presenta il ricorso al Tar contro la decisione del Governo di inserire la Lombardia in zona rossa sulla base dell’indice rt, Sondrio si accoda e lasciando da parte l’approccio prudenziale che aveva finora contraddistinto dichiarazioni, operato e valutazioni dell’amministrazione comunale non solo plaude alla scelta del presidente Attilio Fontana, ma invoca maggiore attenzione per il territorio alpino che le chiusure degli impianti da sci e delle strutture ricettive, e non solo, stanno mettendo in ginocchio.

È il sindaco Marco Scaramellini a farsi portavoce del disagio e della preoccupazione per una stagione turistica mai iniziata. Lui, con la giunta, ad ottobre davanti al numero crescente di contagi aveva deciso di chiudere il Teatro Sociale prima che fosse il governo a decretare il blocco degli spettacoli.

Ora, pur non negando la preoccupazione per una situazione sanitaria che è tutto fuorché sotto controllo anche in provincia, chiede un cambio di rotta lamentando scarsa considerazione per un territorio svantaggiato come quello alpino di cui Sondrio è capoluogo. «L’emergenza è sanitaria, ma anche economica e per la montagna, che deve rinunciare alla stagione dello sci, la zona rossa e la perdurante situazione d’incertezza significano disastro - dice Scaramellini -. I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi, scriveva Goethe, ma questo è il momento di far sentire la nostra voce. Non un lamento, ma un richiamo affinché chi decide guardi alle possibili conseguenze, perché se in estate ci sono le spiagge da difendere, in inverno ci sono le piste da sci e bloccarle significa chiudere l’intero comparto turistico».


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