«Santa Caterina senza auto?  Ci sarebbero troppi problemi»
Uno scorcio di Santa Caterina: al via una petizione contro il divieto alle auto, foto archivio

«Santa Caterina senza auto?

Ci sarebbero troppi problemi»

Valfurva, al via una petizione contro l’idea di pedonalizzare la frazione. Per i promotori «si potrà fare solo quando ci saranno abbastanza posteggi».

Ha preso il via, in Valfurva, una raccolta firme per sospendere l ’idea di pedonalizzare la frazione di Santa Caterina. La proposta di chiusura al traffico secondo alcuni, risulta infatti improponibile allo stato attuale. Primo firmatario Davide Antonioli che, assieme ad altri cittadini, ha recapitato i moduli per la raccolta firme presso bar, ristoranti, alberghi e negozi .

«La pedonalizzazione - sostengono i promotori – sarà possibile solo quando saranno presenti a Santa Caterina i parcheggi necessari ad accogliere tutto il flusso automobilistico. È necessario prevedere una tangenziale che devii il traffico della strada del Gavia, come era previsto nell’iniziale progetto di chiusura al traffico».

Tra le motivazioni dei firmatari l’insufficiente capienza del parcheggio all’ingresso dell’abitato (400 i posti auto disponibili contro i passaggi di alta stagione pari a mille unità ndr.), la morfologia e posizione della valle e del paese, le penalizzazioni che deriverebbero ai coltivatori dei fondi e conduttori degli alpeggi, proprietari dei maggenghi (già in difficoltà per l’ordinaria manutenzione) ed i problemi per i proprietari di seconde case (più di mille gli appartamenti con propria autorimessa che non riescono a recarsi agevolmente nella loro residenza).

A ciò si aggiungono i disagi per i lavoratori pendolari, residenti a Santa Caterina, nel recarsi sul posto di lavoro nei turni giornalieri e notturni e la forte «penalizzazione per i fruitori degli impianti di risalita e della pista da fondo che, non trovando parcheggio, andranno a sciare altrove». Da tenere in considerazione anche la mancanza di servizi adeguati nella frazione di Santa Caterina (poste, banca, farmacia, ndr.) che obbliga la gente a spostarsi nelle altre località. Viene proposto l’utilizzo del parcheggio all’ingresso del paese per gli albergatori senza posti auto e i firmatari auspicano anche la realizzazione del sottopasso sulla pista Deborah Compagnoni per dare continuità alla pista di emergenza della frana del Ruinon e, nel contempo, per permettere agli appassionati di fat – bike, ciaspole e scialpinismo di percorrere la pista fino in bassa valle o a Bormio 2000.


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