Sanitari no vax anche in Valle  Già sospesi i primi stipendi
Anche in provincia di Sondrio prime sospensioni di stipendio per il personale sanitario che ha rifiutato di vacciharsi (Foto by archivio)

Sanitari no vax anche in Valle

Già sospesi i primi stipendi

Asst: non si sa esattamente quanti siano né il loro ruolo, ma le procedure sono state avviate anche in provincia di Sondrio

Di numeri precisi al momento non ce ne sono, e non si sa nemmeno se i depositari (l’Ats della Montagna) decideranno, o meno, di renderli noti; ma è certo che anche in provincia di Sondrio sono già state avviate le procedure di sospensione dal servizio e, conseguentemente, dello stipendio per alcuni operatori sanitari che hanno deciso di non vaccinarsi e non hanno fornito motivazioni ritenute valide per questa scelta.

A confermarlo è Asst Valtellina e Alto Lario: la procedura non è in capo all’azienda ospedaliera, ma all’Ats della Montagna, ma poiché tali lavoratori, o almeno quelli che operano nel settore pubblico, sono proprio dipendenti Asst, è l’Azienda socio sanitaria territoriale a procedere, infine, alla sospensione dal servizio.

Quindi, anche se non è possibile conoscere il numero preciso, anche in provincia di Sondrio vi sono operatori sanitari non vaccinati messi in ferie non retribuite forzate per impedire che contagino i pazienti.

Sono in continuo aggiornamento gli elenchi dei sanitari a cui l’Ats ha inviato l’atto di accertamento per mancato obbligo vaccinale. Quelli attuali, infatti, costituiscono solo un numero parziale, che si aggiorna quotidianamente e che fornisce il quadro della risposta vaccinale di medici, infermieri, ostetriche e tecnici di laboratorio.

I primi già raggiunti dall’accertamento sono operatori sanitari che non avevano risposto né alla prima né alla seconda lettera di sollecito per la vaccinazione inviata da Ats, e che comunque non risultavano ancora nell’elenco vaccinazioni. L’atto è stato inviato all’operatore sanitario e all’Ordine professionale di appartenenza. Una copia separata è stata, invece, inviata al datore di lavoro.

La procedura prevede poi che l’Ordine e il datore di lavoro intervengano come previsto dal Governo: se il professionista sanitario non risulta vaccinato l’Ordine lo dovrà sospendere, e il datore di lavoro dovrà invece assicurarsi di potergli cambiare mansione affidandogliene una dove non c’è il rischio contagio. Se ciò non fosse possibile il datore di lavoro può sospendere il dipendente senza retribuzione.


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