«Sanità locale in sofferenza  Tanti problemi, fate presto»
L’ospedale di Morbegno, diventato un Punto ospedaliero territoriale

«Sanità locale in sofferenza

Tanti problemi, fate presto»

MorbegnoIl sindaco di Morbegno rinnova la richiesta

Un incontro provinciale per mettere a fuoco le criticità della sanità locale. L’appello non è certo nuovo, ma è evidente che sinora sia rimasto inascoltato, visto che ieri Alberto Gavazzi, sindaco di Morbegno, insieme a Manuela Dalle Grave, assessore alla Sanità del Comune di Cosio Valtellino e al Comitato “Salviamo la sanità”, ha diffuso un comunicato ufficiale congiunto per ribadire la loro posizione e la loro richiesta.

Gavazzi ricorda che lo scorso 19 maggio, in qualità di delegato dalla Conferenza dei sindaci della Comunità montana di Morbegno e in accordo con il Comitato “Salviamo la sanità” del Morbegnese, si è fatto promotore di una richiesta di convocazione di un tavolo di confronto sul tema della sanità della provincia.

«La motivazione della mia richiesta è fare il punto su quanto era stato prodotto nel Documento unitario di riqualificazione della rete ospedaliera e territorio di Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario (a suo tempo redatto e formalmente presentato alla Regione) - spiega Gavazzi -. C’è, infatti, la diffusa sensazione di “sfilacciamento generale” sul tema sanità a livello di sistema provinciale».

Da qui l’urgenza di riprendere il confronto, sostenuto da una regia garante delle esigenze dei territori e di professionalità specifica nell’ambito sanitario.

«Dopo 18 mesi di emergenza sanitaria assume caratteri di urgenza fare il punto sui contenuti del documento unitario - rimarca il sindaco -, tenuto conto che il lungo e non ancora terminato periodo di pandemia ha solo peggiorato la condizione di difficoltà di tutto il sistema sanitario e socio-sanitario nazionale, tanto più in un territorio come il nostro. Territori montani come quelli della nostra provincia hanno decisamente accusato degli arretramenti sulla qualità di tali servizi essenziali, se pure nel documento unitario quelle criticità erano già ben delineate».

Nello stesso documento sono contenute delle proposte «concrete, praticabili e in equilibrio con le legittime aspettative di tutti gli abitanti. Quel documento accoglieva tutte le istanze del mandamento di Morbegno e rispetto alle quali, nel ruolo che ricopro, ritengo doveroso sia data voce».

Gavazzi, ma anche il Comune di Cosio Valtellino e il Comitato ritengono che vi sia la necessità di riaggiornare o integrare quel documento «di cui riconosciamo a tutt’oggi la validità nell’impianto e nei contenuti: a un anno e mezzo da quella richiesta riteniamo di dover evidenziare, nel nostro caso la perdita non compensata di medici, cioè due ortopedici, due psichiatri, uno psicologo almeno sulle cure palliative, in una fase in cui i bisogni sul territorio sono ovviamente aumentati. Siamo consapevoli che queste ultime criticità non riguardano solo il Morbegnese ed è proprio questo uno dei motivi portanti della richiesta di poter condividere un confronto almeno a livello provinciale».


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