Sanità, le posizioni   rimangono lontane
Il futuro dell’ospedale Morelli di Sondalo continua ad essere al centro del dibattito e delle polemiche

Sanità, le posizioni

rimangono lontane

Scaramellini soddisfatto dell’incontro a Milano: «Si mantengono i reparti, ascoltati presidi e territori»

C’è chi dice sì, c’è chi dice no. Diametralmente opposti, i pareri dei tecnici della sanità di casa nostra, Giuliano Pradella e Roberto Scaramellini, convocati, ieri, a Milano, per l’incontro con la Direzione generale Welfare circa il futuro della sanità di montagna.

Di «incontro positivo», parla Roberto Scaramellini, portavoce delle istanze dei firmatari il «Documento di riqualificazione della rete ospedaliera e territoriale di Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario», la maggior parte, cioè, dei nostri sindaci, mentre bocciato in toto l’approccio della Regione da parte di Giuliano Pradella, rappresentante le istanze dei sei sindaci dell’Alta Valtellina che hanno presentato un loro documento, teso, in primis, ma non solo, alla salvaguardia dell’esistente al Morelli e al ritorno di tutte le Alte Specialità.

«Si mette male»

«Che, invece, - tuona Pradella - resteranno a Sondrio. Neurochirurgia, Urologia, Chirurgia Toracica e Vascolare faranno capo all’ospedale di Sondrio e specialisti ad hoc verranno dirottati su Sondalo quando servono e se servono. Questa è linea dettata, a chiare lettere, dal vice direttore vicario della Dg Welfare, Marco Salmoiraghi, che conosco da anni, ormai, e al quale non ho mancato di dire come la penso. E penso che si mette male per la nostra sanità, molto male. Per Sondalo, dove resteranno le Riabilitazioni, e, fra gli altri, Medicina, Chirurgia, Ortopedia e Unità Spinale, ma senza il costante apporto degli specialisti ad hoc. Ma anche per Sondrio e per il resto dei territori, perchè credo che questo spostamento impoverirà tutti. In quanto Sondrio non è preparata per ospitare questi reparti. Non ci sono spazi funzionali, idonei, sono ammassati in ambienti provvisori, una cosa che non può funzionare. Alla fine ne usciremo tutti più poveri, dal punto di vista sanitario, e la popolazione si rivolgerà fuori provincia».

E la zampata finale, Pradella, la riserva, ancora una volta, a «Massimo Sertori, che ringrazio - dice - per aver dato, come assessore alla Montagna, una bella spallata a Sondalo. Per non dire del sindaco “grafomane” di Tirano, che, nel suo lungo scritto, mette a confronto tre documenti, che sono tre contraddizioni in termini».

«Approccio corretto»

Di tuttaltro avviso Roberto Scaramellini che si dice, invece, «soddisfatto dell’esito dell’incontro in quanto la Dg Welfare (alla presenza anche di Tommaso Saporito e Lorella Cecconami, direttori generali Asst e Ats) ha dato spazio a ciascun presidio e a ciascun territorio. E ha lanciato un messaggio di valorizzazione dell’Unità Spinale di Sondalo, col mantenimento di tutti i reparti esistenti, mentre Sondrio, come da noi auspicato nel documento presentato ai sindaci mercoledì scorso, diverrà polo di riferimento per le patologie complesse e, proprio per questo, lì, avranno sede le Alte Specialità. Approccio corretto, a mio avviso, perchè è giusto che certi interventi vengano eseguiti dove ci sono supporti come, fra gli altri, Cardiologia ed Emodinamica. Anche se, interventi di Chirurgia Toracica, in supporto alla Pneumologia, a Sondalo, continueranno ad essere svolti, così come interventi di Neurochirurgia alla colonna vertebrale».


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