«Sanità, il piano non regge»  Il Comitato scende in piazza

«Sanità, il piano non regge»

Il Comitato scende in piazza

L’avvocato Trabucchi, del Comitato: «Lo dicono tutti i nostri medici, il Morelli diventerà un ospedaletto»

Sondalo
«Non è vero che i livelli essenziali di assistenza rispetto agli interventi in emergenza e urgenza sono assicurati alla cittadinanza dell’Alta Valle e, abbiamo ragione di ritenere, neppure ai cittadini del resto della provincia. Prova ne è il fatto che, questa mattina, (ieri, nda), proprio un medico intervenuto su uno degli incidenti stradali in Alta Valtellina mi ha riferito che il paziente, in codice giallo, non è stato portato a Sondalo e neppure a Sondrio, perché, lì, la sala rossa del Pronto Soccorso, quella in cui si ricevono i traumi più importanti, ne aveva già cinque in osservazione. Cosicché il ferito è stato elitrasportato a Brescia. Questa è la situazione».

Ezio Trabucchi, avvocato di Valdidentro, membro del “Comitato a difesa della sanità di montagna - io sto col Morelli”,dopo la conferenza stampa di ieri mattina al Morelli è un fiume in piena «Non sono un medico, ma un avvocato, per cui mi sono rivolto al nostro comitato scientifico, con medici di altissimo profilo, molti ex dirigenti proprio del Morelli, per avere un loro parere - dice Trabucchi -. In particolar modo mi interessava capire il discorso dell’Unità spinale unipolare, se poteva reggere con specialisti a scavalco, fra Sondrio e Sondalo, ma con reparti e presenza concentrata su Sondrio. Ebbene, il loro responso è stato negativo sia per ragioni logistiche sia per motivi legati al reperimento e all’organizzazione del personale. Sempre sull’Unità spinale, poi, c’è attesa per gli esiti della mozione che verrà presentata in Regione, credo martedì, dal capogruppo del Movimento 5 Stelle e tesa ad impegnare la Giunta sul futuro della stessa e del Morelli».

Per quanto potuto apprendere, del resto, l’Unità spinale unipolare sondalina è apprezzata a livello nazionale proprio per la multidisciplinarietà che esprime, per il fatto di avere, sul posto, tutti gli specialisti necessari ad affrontare la riabilitazione di pazienti mielolesi. Il quid in più era questo. E, le rassicurazioni di Claudio Della Pona, direttore della Chirurgia toracica e di Federico De Gonda, direttore della Neurochirurgia, circa il fatto che le alte specialità “a scavalco” possano benissimo reggere, non hanno convinto per nulla il Comitato e i suoi tecnici.

«Per i nostri medici, il Morelli, così come concepito nel Piano del Politecnico, sposato dalla Dg Welfare di Marco Salmoiraghi, - dice Trabucchi - declassato, cioè, a Dea di 1° livello, finirà per diventare poco più di un ospedaletto in cui si svolge l’attività programmata. Bando al trattamento di casi acuti. Dirò di più. Hanno anche aggiunto che quel piano è un accavallarsi di schede senza logica redatto da chi non ha mai vissuto un solo giorno la sanità di montagna. Ed hanno letto molto male anche l’introduzione di una Tac di ripiego al Pot di Morbegno».


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