Sanità e Interreg, decolla il progetto  Un’ambulanza sarà attiva sul confine
Il progetto prevede anche nuove dotazioni per il Pronto soccorso

Sanità e Interreg, decolla il progetto

Un’ambulanza sarà attiva sul confine

Chiavenna, comincia a dare frutti il progetto che unisce territori e ospedali dei due Paesi. Scaramellini: «Ci stiamo attrezzando anche per la lettura a domicilio dell’ecografo».

Una nuova ambulanza in funzione in Valchiavenna e Val Bregaglia svizzera e un rinnovato padiglione dell’ospedale di Chiavenna in grado di ospitare pazienti cronici. Queste le due novità annunciate dal presidente dell’Assemblea dei sindaci della Valchiavenna Roberto Scaramellini. Il progetto è quello di “Sanità a confronto”, premiato con un finanziamento Interreg nei mesi scorsi ma di cui ultimamente si erano un po’ perse le tracce: «Il lavoro continua – spiega Scaramellini – e credo che i risultati si vedranno già il prossimo anno. Oltre a nuova strumentazione per il Pronto soccorso dell’ospedale di Chiavenna è previsto l’acquisto di una nuova ambulanza. Il mezzo sarà operativo anche sul territorio della Bregaglia svizzera. Sarà anche rivisto un padiglione dell’ospedale per ospitare pazienti cronici, con la prospettiva futura, quando ci sarà la possibilità di far coesistere due sistemi sanitari di stati differenti, di ospitare anche persone da oltre confine. Infine sta per partire, è previsto per il mese di novembre, un master in collaborazione con l’Università Bicocca per infermieri di famiglia di comunità che riguarderà 20 operatori».

Il progetto è nato per garantire un servizio sanitario dignitoso anche nelle aree periferiche e solitamente disagiate. E Valchiavenna e Bregaglia dal punto di vista geografico lo sono di certo. Asst e Centro Sanitario Bregaglia, con la parte relativa agli enti coordinata dalla Comunità montana attraverso l’Assemblea dei sindaci, hanno raggiunto un accordo che prevede un progetto triennale finanziato per 1,2 milioni di euro dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Tutto con a capo una “cabina di regia”, che, sottolinea Scaramellini «si riunirà presto, nelle prossime settimane per la messa a punto delle iniziative».

C’è poi l’altro progetto che riguarda la sanità valchiavennasca. Quello previsto da Area Interna Valchiavenna 2020. Qui siamo decisamente più indietro. Si parla, in sostanza, di telemedicina e di realizzazione di quello che viene definito “Ospedale di Prossimità”. In particolare dell’avvio di attività di telemedicina e di esami diagnostici (ecografie e radiografie) gestite a domicilio da due operatori del comparto: «Per il momento – spiega Scaramellini – abbiamo un procedimento interno all’azienda per l’individuazione di una figura disposta a partecipare al corso per la lettura a domicilio dell’ecografo. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di concretizzare le azioni durante il prossimo anno».

Scaramellini, invece, non si sbilancia sul progetto di riqualificazione della rete ospedaliera di Valtellina e Alto Lario commissionato da Regione Lombardia al Politecnico e diventato di dominio pubblico nelle scorse ore: «Per il momento preferisco non commentare. Stiamo ancora valutando i contenuti del documento».


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