San Domenico è di nuovo nella santella  Al posto della statua rubata un affresco
Il consigliere Luana Dorsa con l’artista Pierangelo Minotti e don Giovanni Villa, che ha benedetto la santella

San Domenico è di nuovo nella santella

Al posto della statua rubata un affresco

Bianzone, inaugurato l’angolo di via Ai Monti disadorno da quando il santo fu trafugato. A regalare al paese le due tavole nella nicchia l’artista bresciano Pierangelo Minotti.

La santella di via Ai Monti, poco sopra la piazza del paese di Bianzone, è tornata ad accogliere un’icona di San Domenico di Guzman, dopo che diversi anni fa la statua del santo venne trafugata. Si è svolta l’inaugurazione della sacra rappresentazione realizzata dall’artista Pierangelo Minotti, alla presenza del sindaco Alan Delle Coste, di alcuni consiglieri comunali, di un gruppo di cittadini della contrada e del parroco don Giovanni Villa, che ha benedetto l’opera. Minotti risiede a Gambara, un paese della provincia di Brescia, e da circa trentanni si dedica alla pittura. La scorsa primavera è stato in villeggiatura per qualche giorno a Bianzone ed è rimasto affascinato dalle bellezze paesaggistiche e culturali del paese, a tal punto da iniziare a realizzare alcuni affreschi, che omaggiano le ricchezze e lo spirito del luogo. Il suo apprezzamento per Bianzone lo hanno portato ad offrire il suo talento così da ridare colore e valore alla santella di San Domenico.

«Abbiamo accolto la proposta con entusiasmo - spiega il sindaco Delle Coste -. L’artista ha iniziato con uno studio dettagliato della vita del santo arrivando alla fine a realizzare due tavole». Nella prima è raffigurato il santo con la pelle abbronzata, lo sguardo stanco e in mano un giglio e il libro, due degli emblemi a lui associati; nella seconda a forma di lunetta posta al di sopra della prima sono presenti oggetti simbolici come il cannocchiale e il gomitolo che richiamano il fatto che San Domenico era il protettore degli astronomi e delle cucitrici. Minotti, d’altro canto, ha detto che «bisogna prendersi cura della bellezza e della terra che abitiamo. Io lo faccio con l’arte, perché il bello spinge l’uomo a migliorarsi: per questo motivo, oltre a comunicare sentimenti, esso rappresenta una forza per il cambiamento sociale». Ad aver seguito con attenzione e gioia il lavoro di Minotti il consigliere comunale, Luana Dorsa: «Da oggi - afferma - chi si incamminerà lungo la stretta e ripida via che dalla piazza porta alla scuola dell’infanzia Giacomo Mascioni non potrà rimanere impassibile di fronte a quest’opera sacra dai colori accesi che riconsegna il significato alla santella».

Il sindaco Delle Coste è convinto che, grazie all’opera dell’artista, «siamo riusciti a introdurre un piccolo cambiamento che rende la zona più gradevole e viva - conclude -. Le santelle, così come le fontane, erano punti importanti di riconoscimento e di ritrovo per le comunità, ancora oggi questo significato è leggibile in tanti luoghi meravigliosi racchiusi all’interno dei nostri paesi e sono elemento di valorizzazione e qualità del territorio. Visto il buon risultato, ci piacerebbe provare a replicare questa esperienza in altri punti della località».


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