San Colombano, ecco l’innevamento
Bambini in pista a San Colombano

San Colombano, ecco l’innevamento

Via ai lavori per installare “cannoni” e “giraffe” sulla pista di collegamento tra Valdidentro e Valdisotto. La novità di quest’anno è lo skipass unico anche per l’Alta Valle. Apertura prevista degli impianti il 28 novembre

Sono tante le novità che attendono gli sciatori tra poco più di un mese. L’Alta Valle si presenta con molte sorprese - a partire dalla tessera unica - , promozioni e con il collegamento, auspicato da decenni, tra le ski aree di Valdidentro e Valdisotto sul monte Colombano.

Dopo la riunione nei giorni scorsi tra i sindaci, la Comunità Montana, e gli impiantisti dell’Alta Valle, hanno preso il via i lavori di realizzazione del sistema di innevamento artificiale sino al Masucco. D’inverno, quindi, il collegamento sci ai piedi tra le due località sarà finalmente assicurato; quel tratto, infatti, rappresenta uno dei più esposti al vento, in alta quota, e quindi spesso inutilizzabile per carenza di neve.

D’ora in avanti non sarà più così perché, in assenza della manna bianca dal cielo, entreranno in funzione i cannoni. Il costo dell’intervento, pari a 240mila euro, sarà coperto per 150mila euro da un finanziamento della Provincia, ottenuto dalla Comunità Montana dell’Alta Valle, mentre la parte rimanente è a carico della società impianti Nuova San Colombano.

L’altra grande novità dell’inverno è racchiusa nel motto “tre ski aree, un unico skipass”. Da quest’anno, infatti, lo skipass Bormio ha validità anche nelle ski aree di Santa Caterina e San Colombano senza costi aggiuntivi.

Inoltre da evidenziare che le ski aree non sono mai state così vicine grazie al nuovo servizio di collegamento veloce via bus garantito dagli enti locali Dando uno sguardo al calendario delle aperture, neve permettendo dovrebbe essere Bormio ad aprire i battenti per prima il prossimo 28 novembre.

Alla Bormio ski, dopo le nevicate dei giorni scorsi – dove il manto nevoso ha raggiunto anche i 70 cm – i mezzi battipista sono già al lavoro e gli amanti delle pelli di foca hanno già sperimentato le prime uscite a quota 3000 metri.


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