Samolaco, troppe nutrie nel fondovalle   I guardiacaccia: «Chi le vede ci chiami»
Una nutria immortalata a Casenda di Samolaco

Samolaco, troppe nutrie nel fondovalle

I guardiacaccia: «Chi le vede ci chiami»

Il sindaco Rossi si rivolge alla popolazione per contenere la presenza dei roditori. «Si riproducono in fretta e potrebbero causare danni all’agricoltura e alle opere idrauliche».

Colonie di nutrie nel fondovalle valchiavennasco. Appello alla popolazione quello rivolto dalla Polizia Provinciale per tramite del sindaco di Samolaco Michele Rossi. Sono stati individuati alcuni gruppi di nutrie nella zona e chi dovesse vederle è pregato di segnalare la presenza agli uffici di Palazzo Muzio.

«Senza generare allarmi ingiustificati – spiega il sindaco Michele Rossi – abbiamo voluto diffondere questo invito della Polizia Provinciale. Si tratta di un fronte sul quale bisogna tenere alta la vigilanza».

Le nutrie sembrano avere l’habitat ideale nel fondovalle. Vivono, infatti, in prevalenza lungo i piccoli corsi d’acqua. Cosa meglio, dunque, della piana attraversata da canali irrigui, merette e il greto del fiume Mera. Riconoscere la nutria non è difficilissimo. Si tratta di un roditore di grandi dimensioni, con lunghezza della testa e del corpo tra i 40 e i 65 centimetri, la lunghezza della coda tra 25 e 45 centimetri e un peso compreso tra i 5-10 chilogrammi, anche se talvolta, soprattutto tra i maschi, sono possibili dimensioni più grandi. Fino a 16-17 chilogrammi. Il corpo è tozzo e robusto. La pelliccia è composta da lunghi peli rigidi color bruno-giallastro o bruno-rossastro: «Attualmente il grosso dei gruppi presenti sul territorio provinciale – spiega Ettore Mozzetti – della Polizia Provinciale – si trova nel fondovalle. Ce ne sono poi un paio tra Dubino e Mantello».

Colonie che vanno contenute sul nascere, anche se si tratta di presenze che per il momento non devono generare grossi allarmi: «Non ci sono grossi pericoli per l’uomo – continua Mozzetti – ma le nutrie hanno la tendenza a proliferare molto velocemente e con una crescita di numero esponenziale. Rischiamo di essere invasi nel giro di pochi anni. Questo comporterebbe gravi rischi per le opere di canalizzazione e idrauliche in genere, oltre che per i terreni agricoli circostanti. Non sono rari i casi di mezzi agricoli sprofondati per i canali sotterranei scavati dalle nutrie».

I dati sulla proliferazione fanno abbastanza spavento: «Ci siamo già rivolti a specialisti della provincia di Mantova – conclude Mozzetti – dove il problema è abbastanza rilevante. Lo scorso anno sono stati catturati su quel territorio circa 15 mila esemplari».

Nei prossimi giorni cominceranno le operazioni di posa delle trappole nei punti già individuati. Le altre saranno collocate in base alle segnalazioni che, si spera, arriveranno dalla popolazione.


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