«Salvo per pochi secondi. La frana mi ha sfiorato»
Volontari al lavoro per ripulire la sede della strada che porta in Valmalenco, invasa da alberi e detriti

«Salvo per pochi secondi. La frana mi ha sfiorato»

Valmalenco, la guida Ivan Pegorari racconta quei drammatici momenti. Partoriente portata a valle, ha dato alla luce un maschietto - Strada riaperta

Il maltempo che imperversa su tutta l’Italia ha fatto danni anche sulla strada provinciale che porta in Valmalenco. Lunedì sera Chiesa, Lanzada, Caspoggio, Torre Santa Maria e Spriana - per un totale di oltre 6mila residenti - sono rimaste isolate per quasi ventiquattro ore,prima della riapertura della strada martedì sera. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Verso le 19,50 una sessantina di piante sono piombate sulla strada poche decine di metri dopo il cartello che segnala la fine della frazione di Mossini, bloccando gli automobilisti che stavano salendo in Valmalenco e abbattendo anche alcuni tralicci dell’alta tensione. Pochi attimi dopo - circa seicento metri più avanti, nella zona denominata Le Vallette - uno smottamento ha completamente ostruito la carreggiata.

«Avevo appena superato Mossini - racconta Ivan Pegorari, nota guida alpina di Caspoggio -, quando ho iniziato a sentire dei rumori strani provenire dal bosco; appena dopo la curva che porta alle Vallette ho visto arrivare davanti a me una cascata di sassi, terriccio e piante che ha completamente bloccato la strada, scavalcando anche il guardrail. Ho fatto appena in tempo a frenare e a fermarmi; se fossi arrivato anche solo qualche secondo prima probabilmente sarei stato colpito. Dietro di me c’erano quasi una ventina di automobili, ce la siamo cavata con un grande spavento e con qualche lieve danno alle vetture. A quel punto siamo rimasti bloccati, perché non potevamo più proseguire né tornare indietro. I soccorritori hanno liberato le nostre auto verso le 23 e abbiamo potuto tornare a casa». Sul posto si sono subito recati gli automezzi dei vigili del fuoco, della polizia, dei carabinieri e della protezione civile che sono partiti sia da Chiesa che da Sondrio per prestare i primi soccorsi.

Alberi sulla strada anche per Primolo, ma la strada è stata prontamente ripulita e la frazione di Chiesa è rimasta isolata per poco tempo. Disagi anche per quanto riguarda le telecomunicazioni: in tutta la Valmalenco telefonini e wi-fi hanno funzionato a singhiozzo per tutta la giornata di martedì. Squadre di operai hanno lavorato instancabilmente per tutta la notte - e anche il giorno successivo - per liberare la provinciale dai detriti e dagli alberi caduti e permettere la riapertura della strada, cosa che è avvenuta - dopo gli opportuni sopralluoghi da parte dei vigili del fuoco - in serata, alle 19.

«Speriamo che quanto accaduto serva a Provincia e Prefettura, più volte sollecitate, a intervenire sulla vegetazione che sta invadendo la strada - ha detto il sindaco di Lanzada Marco Negrini, nel cui comune non si sono registrati danni -. Lo dico senza alcuna polemica, ma il problema è che i boschi sono privati, le proprietà spezzettate e le ordinanze rischiano di essere inefficaci; qualcosa deve essere fatto». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Chiesa Renata Petrella e quello di Caspoggio Danilo Bruseghini.


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