«Salvi scelga se fare il missionario»
I profughi ospitati al Bellevue grazie a un accordo possono lavorare per il Comune

«Salvi scelga se fare il missionario»

L’attacco all’albergatore di Regoledo che ospita migranti arriva dal segretario della Lega, Borromini . Già bersagliato da minacce il titolare del Bellevue rintuzza: «I politici risolvano i problemi, invece di accusare».

«Il titolare dell’hotel Bellevue scelga: vuole fare il missionario o l’albergatore?». Duro attacco del segretario provinciale della Lega Nord, Christian Borromini, nei confronti di Giulio Salvi, titolare dell’hotel di Regoledo, frazione di Cosio Valtellino, nei giorni scorsi nuovamente vittima di messaggi minatori comparsi sul social network Facebook, dopo avere ricevuto una lettera anonima («via i migranti dall’hotel o li uccido uno a uno», era scritto in un passaggio della missiva).

E contro di lui tuona Borromini, che non sfugge però alla replica dell’albergatore: «Che cambino mestiere i politici se, invece di risolvere la problematica, sparano parole verso chi fa il proprio lavoro», le parole di Salvi. La presa di posizione del portavoce del Carroccio è netta e contraria al ristoratore che da un anno e mezzo ospita 71 stranieri. «Se davvero è animato da spirito umanitario che venda il suo albergo, si trasferisca in Africa perché i missionari veri stanno lì, ma non ci venga a fare la morale, perché di finti buonisti ne abbiamo abbastanza - dice Borromini -. Siccome continua a fare l’imprenditore, dica chiaramente che ospita i profughi solo ed esclusivamente per riempire il suo albergo e avere un’entrata sicura. Il problema è che le decine e decine di clandestini, tutti giovani abili al lavoro, non sappiamo se in fuga dalla guerra, mangiano e dormono nel suo albergo e per tutto il giorno gironzolano. Lui può garantire per ciascuno di loro?».


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