Salvi: «Chiudo l’hotel, ma non è merito di Salvini. Persi 7 posti di lavoro»
Al “Rezia Valtellina” gli immigrati seguivano anche corsi

Salvi: «Chiudo l’hotel, ma non è merito di Salvini. Persi 7 posti di lavoro»

Il gestore del Rezia Valtellina di Cosio Valtellino interviene dopo che il ministro dell’Internoha commentato così la prossima chiusura della struttura di Regoledo: ««Avevamo promesso di stroncare il business dell’accoglienza e di offrire protezione solo ai veri profughi. Stiamo mantenendo gli impegni anche nella splendida Valtellina»

«Non c’entra Salvini con la chiusura del centro Rezia Valtellina, bensì la dura legge del commercio e della concorrenza sul prezzo più basso per l’accoglienza dei migranti. Dei nostri ospiti attuali, 35 andranno a Delebio e gli altri nel resto della Valtellina. Quanto a noi, con questa chiusura spariscono 7 degli 8 posti di lavoro che avevamo creato». Giulio Salvi, gestore del centro Rezia Valtellina di Cosio Valtellino interviene dopo che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato così la prossima chiusura della struttura di Regoledo:«Avevamo promesso di stroncare il business dell’accoglienza e di offrire protezione solo ai veri profughi. Stiamo mantenendo gli impegni anche nella splendida Valtellina, dove gli immigrati in accoglienza si sono dimezzati».

A decretare la chiusura del centro di accoglienza, in cui già dallo scorso anno i numeri di ospiti erano drasticamente scesi passando da 90 a 45 persone, è stato l’esito negativo della partecipazione al bando che ha aggiudicato ai migliori offerenti l’accoglienza dei migranti.

«Sosteniamo i costi di una struttura alberghiera – dice Salvi – pagando tasse che, ad esempio, nell’ultimo anno ammontano a 15mila euro per acqua e rifiuti. I nostri costi ci hanno imposto un’offerta che è risultata superiore a quella di altre strutture come appartamenti o altri centri gestiti da Onlus o cooperative. Non abbiamo vinto quel bando, non potremo più accogliere migranti e fra tre settimane circa chiuderemo questa attività che sarà riconvertita forse in un bed & breakfast, forse in un albergo. Insieme a questo centro – prosegue Giulio Salvi che quasi 5 anni fa ha dato il via all’attività di accoglienza di profughi nella struttura che fu l’hotel Bellevue – spariscono 7 degli otto posti di lavoro ad esso collegati».

Non spariscono invece, ma verranno trasferiti nelle prossime settimane, i migranti ancora oggi presenti al Rezia: «Fra una quindicina di giorni – prosegue Salvi – il nostro centro chiuderà e gli ospiti ad oggi presenti verranno redistribuiti nel resto della Valtellina. Tra di loro, un gruppo di circa 35 persone troveranno posto poco distante, a Delebio, in spazi gestiti da uno dei soggetti che si è aggiudicato il bando per l’accoglienza al quale anche noi avevamo partecipato».

L’albergatore Giulio Salvi (che prima di accogliere i migranti aveva minacciato di chiudere l’attività e lasciare la Valle, ndr) sostiene che «se dovessi tornare indietro, rifarei tutto ciò che ho portato avanti in questi anni. A parte le chiacchiere da bar e le esultanze che accomunano il ministro dell’Interno così come molti valtellinesi che hanno gioito davanti alla notizia della nostra chiusura, resta il fatto che i migranti esistono ed è inutile nascondere la polvere sotto il tappeto per far finta che non sia così».


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