Domenica 18 Agosto 2013

Salvato dalla guerra

Dopo 70 anni

il nuovo abbraccio

1 Il figlio Trevor Smallmann abbraccia Cristina Bisgnotti2 Il soldato Smallmann in una foto durante la guerra3 Cristina Bignotti4 Una foto ricordo tutti insieme prima di ripartire

Un piccolo miracolo si è compiuto a Guele, località a mezzo monte fra Santa Cristina e Pian Gembro nel territorio comunale di Villa di Tirano. Trevor Smallmann, figlio di un prigioniero di guerra britannico, evaso dal Campo PG62/51 di Plemo , in provincia di Brescia, nel settembre 1943 – il caporale Joseph Smallman – ha riabbracciato dopo 70 anni la famiglia che diede accoglienza al padre in fuga e lo accompagnò fin quasi al confine svizzero dove trovò la salvezza. Parliamo di Cristina Bignotti (allora aveva 9 anni) che, insieme alla sorella Olga di due anni in meno, e alla madre accolsero nella casa in montagna un uomo straniero bisognoso di cibo e di dormire. Il padre di Cristina era in guerra, mentre lo zio Abbondio abitava vicino a loro e accompagnò il giorno seguente il soldato inglese a valle.

Trevor ha iniziato la ricerca di chi ha aiutato il padre e, grazie a Janet Kinrade Dethick (ricercatrice della Seconda Guerra Mondiale in Italia), ha trovato non solo la famiglia a Fucine di Darfo che ospitò il caporale, ma ora anche quella di Villa di Tirano. Trevor, che oggi ha 68 anni, è venuto apposta in Italia per abbracciare e dire grazie a queste persone di buon cuore che - in tempo di guerra, nonostante le ristrettezze e le paure – aprirono le loro case.

Venerdì scorso, 16 agosto, con un taxi e accompagnato da Janet, Trevor ha raggiunto il bivio per Santa Cristina dove lo attendeva la figlia di Cristina, Renata Bignotti, la quale con la jeep li ha accompagnati fino alla casa in montagna. «Ero molto agitata per questo incontro – racconta Cristina – e, invece, è avvenuto in un clima di naturalezza e spontaneità. E’ stato bellissimo. Appena sono entrati abbiamo subito preparato il caffè, salvo poi aggiungere anche un tè visto che gli inglesi preferiscono il tè. Mia figlia aveva portato anche alcuni dolcetti e così abbiamo iniziato a parlare grazie alla signora Janet che ha fatto da interprete. Gli abbiamo mostrato la cucina dove, quella sera, il padre consumò il pasto che mia mamma gli aveva preparato: un po’ di polenta con del formaggio. E poi gli abbiamo fatto vedere i locali che una volta erano una stalla dove l’uomo dormì qualche ora in quella notte».

La mattina seguente, quando era ancora buio, lo zio Abbondio accompagnò fino al Dosso il soldato e proprio a Guele, venerdì, c’era la figlia dello zio, Bruna Bignotti, che ha indicato la rotta che i due padri seguirono per poter raggiungere la Svizzera. Il viaggio da affrontare da parte di Janet (che abita in Umbria) e di Trevor era lungo, così l’incontro non poteva durare troppo. Ma ha riservato ancora un momento molto toccante ed emozionante per tutti: il suggello di un’amicizia fraterna. Il caporale Smallman collezionava monete e così Trevor, prima di partire, ha preso il portafogli dove teneva avvolte in una cartina due monetine d’argento inglese datate 1920. «Ne ha voluta donare una a me e una a mia cugina – dice ancora Cristina -. Una testimonianza piena di emozione che rimarrà per sempre nel mio cuore. Quando il soldato è partito, qui in montagna non facevamo che parlare di lui e in onore del soldato ci siamo riuniti tutti come una volta».

© riproduzione riservata