Sala Pedretti, scrigno prezioso del Teatro sociale

Sala Pedretti, scrigno prezioso del Teatro sociale

Un emiciclo circondato da una doppia fila di mura ottocentesche lasciate al grezzo su cui fanno bella mostra di sé fotografie e locandine teatrali d’epoca, e una sala con volta a botte, vecchia cantina del foyer, da cui godere di un suggestivo scorcio proprio sul Ridotto.

È stata inaugurata ufficialmente con la benedizione di monsignor Valerio Modenesi e il messaggio augurale del prefetto Giuseppe Mario Scalia, la sala nell’interrato del Teatro Sociale, quello «scrigno prezioso» come lo ha definito l’assessore alla Cultura Marcella Fratta, scoperto non senza sorprese durante i lavori di restauro dell’ex Pedretti, caparbiamente mantenuto e che ora di Celestino Pedretti porta il nome.

Un taglio del nastro per pochi - la sala nel suo allestimento “classico” non può contenere più di sessanta persone -, ma di grande effetto, soprattutto per la bellezza della sala e anche per la presenza, testimonianza di una storia importante, di Pupa Pedretti, figlia di Celestino cui sono state affidate le forbici, e dei nipoti Diego e Andrea Balgera, quest’ultimo anche nella vesta di musicista: la sua band, la Balm, ha intrattenuto gli ospiti con un concerto tributo alla Shangai jazz band, dove suonava il nonno, prima del buffet nel foyer.

A fare gli onori di casa insieme a Fratta, il sindaco Marco Scaramellini che prima di vestire la fascia tricolore di primo cittadino di Sondrio si è occupato del restauro del teatro dal punto di vista ingegneristico. «È un piacere vedere questo lavoro terminato» ha detto il sindaco ricordando l’immagine di quello spazio riempito dalle macerie del teatro del Canonica, il vecchio teatro all’italiana su cui è stata poi realizzata la struttura che conosciamo. «Quando sono riaffiorate le mura è iniziato il percorso di studio e analisi per capire come recuperare questo spazio senza mettere a repentaglio la stabilità della platea soprastante - ancora Scaramellini -. È dunque una gioia vedere questo spazio così suggestivo e ben allestito».


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