Rsa, sempre più operatori per il sì  Aumentano le adesioni al vaccino
La casa di riposo di Morbegno

Rsa, sempre più operatori per il sì

Aumentano le adesioni al vaccino

A Chiavenna dal 63 al 78% in un giorno dopo le spiegazioni dell’Ats, ospiti al 100%

Nel giro di poche ore, complice il “pressing” esercitato dall’Ats della Montagna e dalle direzioni medesime delle Rsa, in termini di azione di informazione sulla composizio+ne del vaccino anti Covid e i suoi effetti, l’adesione alla vaccinazione da parte degli operatori è cresciuta in modo netto.

Emblematico quanto accaduto alla Rsa “Città di Chiavenna”, dove, solo mercoledì scorso l’adesione era ferma al 63% degli operatori, mentre il mattino successivo era balzata al 78% “a voler esser precisi a fornire la preadesione è stato il 77,77% degli operatori sanitari e non solo sanitari, per un totale di 91 addetti su 117 - dicono dalla direzione amministrativa -, mentre l’adesione degli ospiti è totale, 111 su 111”.

E c’è da credere che questa dimostrazione di senso di responsabilità e di consapevolezza dell’importanza della vaccinazione sia comune a tutti gli operatori delle Rsa della nostra provincia, 21 in tutto, fra i primi destinatari del prodotto anti Covid di Pfizer di cui sono giunte le prime 3500 dosi, proprio mercoledì, in provincia di Sondrio. Questo dopo il varo della campagna di domenica scorsa, il V-day, tenutosi all’ospedale di Sondrio con le prime 50 persone vaccinate.

Soddisfazione per la preadesione del proprio personale alla campagna vaccinale giunge anche dall’Ambrosetti-Paravicini di Morbegno, dove Italo Rizzi, suo presidente, assicura «essere pari all’88% del totale il numero degli operatori coinvolti - dice -, mentre per quanto riguarda gli ospiti sfioriamo il 100%. Dopo aver sperimentato il senso di impotenza che ci ha travolti la scorsa primavera - aggiunge Rizzi -, credo che tutti abbiano compreso l’importanza della prevenzione contro un virus così aggressivo».

Adesione superiore al 90% degli operatori Rsa anche alla Casa di riposo “Città di Tirano”, dove il direttore amministrativo Giampaolo Muzio, assicura aver avuto più problemi a proporre il tampone, ai propri collaboratori, 130 in tutto, fra dipendenti della Rsa medesima e della cooperativa di supporto, che il vaccino anti Covid.

«Non ci sono stati particolari tentennamenti - assicura - e, anzi, penso che dobbiamo ritenerci privilegiati per il fatto di essere i primi ad essere vaccinati. Un po’ più difficile, invece, per me, assicurare la preadesione di tutti gli ospiti, perché, alcuni, hanno anche famigliari in Svizzera, o lontani, non facilmente raggiungibili. Comunque, anche qui, la preadesione è già alta».

Adesione massiccia, anche nella Rsa di Valfurva “Baita Serena”, e in quella di Ponte in Valtellina, “Costante Patrizi”, entrambe falcidiate dal Covid in questa seconda ondata.


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