Rsa, la situazione è difficile  E la preoccupazione cresce
La casa di riposo di Chiavenna

Rsa, la situazione è difficile

E la preoccupazione cresce

Aumentano i decessi, ma senza tamponi non si può parlare di virus

«L’assistenza è assicurata». In alcune strutture ci sono diversi casi di febbre

Situazione critica, nelle case di riposo della nostra provincia. Ancora sotto controllo, ma l’affanno e la preoccupazione crescono.

A Chiavenna due i decessi fra gli ospiti nella giornata di martedì, uno ieri mattina. E 29 gli assenti per malattia.

All’Ambrosetti-Parravicini di Morbegno, sette gli ospiti deceduti negli ultimi dieci giorni e 35 gli assenti per malattia. Tre i decessi a distanza ravvicinata negli ultimi tre giorni anche alla residenza sanitaria assistenziale per anziani di Talamona.

Nessuna di queste morti può essere con certezza ricondotta a coronavirus, anche perché gli ospiti non sono stati sottoposti a tampone né in vita né in morte.

Si tratta, come accade spesso in questi casi, di persone molto anziane con pluripatologie pregresse, tuttavia, in casa di riposo, l’accortezza in caso di insorgenza di febbri, è quella, di assisterli esattamente come fossero persone positive al test.

«Con ogni riguardo possibile, quindi, per gli ospiti e per gli operatori», precisano dall’amministrazione della casa di riposo “Città di Chiavenna” che, nonostante abbia tutelato i propri anziani da subito, chiudendo i battenti della struttura sin dal 24 febbraio scorso a parenti e volontari, ha dovuto fare i conti col contagio da coronavirus riscontrato in un proprio operatore.

Nessun caso di positività accertato in casa di riposo Ambrosetti-Parravicini a Morbegno, ma, come detto, sette i morti in dieci giorni su 194 ospiti e 35 le assenze fra i 200 dipendenti.

«Nessuno di questi ultimi è stato riscontrato positivo, ma, prima del rientro in servizio, - dice Giancarlo Rizzetto, direttore della Rsa - chiederemo all’Ats la possibilità di verificare l’eventuale positività in modo da scongiurare contagi».

«Lo ammetto, la gestione è difficile in queste settimane. Ci sono febbri diffuse, ma non oltre il livello di guardia. Gli ammanchi di personale sono gestiti limando su attività non strettamente sanitario-assistenziali, come animazione e fisioterapia, e, fino ad ora, siamo riusciti a tamponare. Resto fiducioso per il futuro» conclude il direttore Rizzetto

«Monitoraggio costante»

Attenzione alta anche nella Rsa di Talamona dove Romina Fancoli, direttore della struttura, conferma i decessi degli ultimi giorni pur non imputandoli a coronavirus. «Si tratta di persone già molto compromesse e la positività non viene riscontrata - precisa -. Posso solo assicurare che il monitoraggio è costante, l’attenzione elevata. Da più di un mese abbiamo tutelato gli ospiti chiudendo gli accessi alla Rsa, tuttavia i parenti non sono tranquilli. Non è un momento facile e non vorrei si facesse allarmismo».

Acque più tranquille, al momento, nella Media e Alta Valtellina.

Alla Villa del Sorriso di Bormio i 72 ospiti vivono la distanza da parenti e volontari in tranquillità. «Non è il caso di abbassare la guardia, ma, attualmente, febbri non ne abbiamo - dice a questo proposito Giuseppe Occhi, direttore sanitario - e non riscontriamo problemi neanche nel personale. Speriamo di poter continuare così anche in futuro»


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