Ritrovata la refurtiva della chiesa di Mello  «Era abbandonata»
I candelabri e i putti ritrovati durante la giornata ecologica

Ritrovata la refurtiva della chiesa di Mello

«Era abbandonata»

Morbegno, i volontari di Evasioni Subacquee hanno scoperto il sacco vicino alla passerella sul Bitto. Dentro candelabri e angioletti sottratti nei giorni. scorsi

Ritrovata la refurtiva del colpo messo a segno alcune settimane fa nella chiesa di San Giovanni di Bioggio, nel comune di Mello. A fare la scoperta i volontari dell’associazione Evasioni Subacquee, impegnati domenica scorsa nella giornata del verde pulito, promossa dal Comune di Morbegno.

«Come al solito la nostra zona di competenza è la pulizia del tratto del Bitto che dal ponte della ferrovia raggiunge la foce all’Adda - spiega il presidente del sodalizio, Silvano Barri - stavamo pulendo la sponda del torrente, più o meno all’altezza della nuova passerella, quando abbiamo notato un sacco abbandonato». Una volta aperto ecco la sorpresa nel trovare, invece che i soliti rifiuti maleodoranti, alcuni oggetti sacri che i volontari hanno prontamente consegnato ai Carabinieri. È stato poi grazie alla collaborazione della caserma di Traona che è stato possibile risolvere il mistero e risalire all’origine del ritrovamento. Gli undici candelabri in lamierino di ottone costruiti nell’800, la colomba, la cariatide e i due angioletti in legno, elementi di un altare del 500, sono stati rubati non meno di tre settimane fa dalla chiesa di San Giovanni di Bioggio, non lontano dal castello di Domofole, sulla costiera dei Cech. Un luogo defilato e silenzioso, nel cuore di un bosco di latifoglie, meta in passato delle ripetute razzie di vandali e ladri.

«La chiesa è stata ripetutamente depredata, già trent’anni fa - ricorda il sindaco di Mello Fabrizio Bonetti - così che era stato deciso di svuotarla, erano rimasti soltanto quegli ultimi oggetti che sono stati prelevati poco tempo fa». Non è ancora chiaro se i ladri si siano liberati della refurtiva quando hanno scoperto che i candelabri non erano in argento, ma di un lega con un valore economico molto più basso oppure se abbiano apposta sistemato il sacco in un punto dove qualcuno, prima o poi, lo avrebbe potuto ritrovare. Al di là delle motivazioni, la comunità parrocchiale, rappresentata da don Riccardo Vaninetti, ha voluto inviare nei giorni scorsi i suoi ringraziamenti ai volontari dell’associazione e agli uomini dell’Arma.


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