Ritiro dei ghiacciai, lo Stelvio “resiste”
Sul ghiacciaio dello Stelvio in funzione un macchinario ”made in Italy” per la produzione di neve artificiale fino a temperature di +15 gradi

Ritiro dei ghiacciai, lo Stelvio “resiste”

Bormio, la più vasta area sciabile estiva delle Alpi sta ospitando gli allenamenti di atleti di altissimo livello. Capitani, direttore degli impianti: «La tecnologia ci aiuta, riusciamo a produrre neve artificiale fino a più 15 gradi».

I ghiacciai soffrono, ma lo sci estivo allo Stelvio resiste e anche quest’anno continua a ospitare atleti di altissimo livello. Sulle nevi dell’Alta Valtellina, meta degli appassionati di questa disciplina anche nella bella stagione, si allenano i campioni azzurri dello sci alpino grazie all’impegno messo in campo dalla società Sifas. Il ghiacciaio dello Stelvio è la più vasta area sciabile estiva delle Alpi. Aperto da maggio a novembre, permette di praticare lo sci estivo in uno splendido ambiente d’alta quota, circondati dalle imponenti vette del gruppo Ortles-Cevedale, su oltre venti chilometri di piste dai 2758 metri del passo a ben oltre quota tremila.

Anche a quest’altitudine si osservano le conseguenze del cambiamento climatico che, come rilevato dai geologi, sta portando a una netta riduzione dei ghiacciai sul versante meridionale delle Alpi. Ma in questi giorni di fine luglio i grandi campioni dello sci preparano la nuova stagione agonistica. Si tratta di una notizia confortante dopo le difficoltà che lo scorso anno avevano determinato l’interruzione dell’attività.

«Abbiamo vari atleti della Coppa del mondo maschile, dallo slalom alle discipline veloci: Christian Innerhofer, Peter Fill, Emanuele Buzzi, Giuliano Razzoli e Manfred Moellg - spiega il direttore degli impianti Umberto Capitani -. E poi ci sono le ragazze come Sofia Goggia e Federica Brignone. Senza dimenticare i fondisti, ad esempio quelli della nazionale polacca di sci nordico. Sono tutti qua». Anche stavolta non sarà difficile, per gli appassionati, incontrare nazionali e addirittura olimpionici come la Goggia, medaglia d’oro a Pyeonchang.

Come ben sanno coloro che conoscono i ghiacciai, a differenza di quanto avviene in inverno sulle piste non è semplice definire lo spessore dei ghiacci e della neve in un ambiente di questo tipo. «Possiamo dire di avere ancora un buon innevamento - aggiunge Capitani -. In alcuni punti stiamo producendo neve con una macchina alternativa che crea neve artificiale a temperature positive, fino alla temperatura di +15. Si tratta di una tecnologia italiana, che stiamo contribuendo a sviluppare. Abbiamo iniziato a innevare la parte vicino alle rocce, coprendola poi con dei teli. Per un tratto di cento metri c’è uno spessore di circa due metri. L’innovazione ci aiuta».

Dalla voce di Capitani traspare il desiderio di continuare a garantire le discese sul ghiacciaio anche nei prossimi mesi. Un obiettivo che, unendo l’esperienza all’innovazione, sembra raggiungibile. «Nelle prossime settimane vedremo se siamo bravi e fortunati. Noi intanto siamo fiduciosi. Sempre».n 


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