Ritardi e incertezze: «Ora i cimeli di Bonatti finiranno a Torino»
Un’intensa immagine di Walter Bonatti

Ritardi e incertezze: «Ora i cimeli di Bonatti finiranno a Torino»

La delusione degli amici del grande alpinista: «Walter e Rossana hanno vissuto trenta anni a Dubino ma non è riuscito il progetto di esporli in Valtellina»

I cimeli di Walter Bonatti al Museo della montagna del Cai di Torino? Dagli amici dell’alpinista arriva una secca bocciatura. A illustrare questa posizione è il gruppo di persone che sono rimaste al fianco di Bonatti e di Rossana Podestà nei trent’anni della loro vita a Dubino.

Gli amici ricordano che Bonatti collezionava tutto il suo materiale con attenzione maniacale e lo teneva nella sua casa a Dubino, salvo pochissimi oggetti che aveva lasciato a un paio di musei. Aveva iniziato a parlare di una Fondazione Bonatti a cui lasciare tutta la sua collezione legata all’alpinismo e ai viaggi il cui valore è meramente storico e l’idea di un Museo Bonatti non gli dispiaceva. «La sua ubicazione in Valtellina è condivisa in quanto è divenuta la sua terra e parte montana di una regione che lo ha visto nascere e crescere alpinisticamente ».

A quel punto il progetto Fondazione Bonatti e Museo in Valtellina va avanti in cerca di una location. Il Comune di Sondrio si disse pronto a raccogliere la sfida avendo una struttura come Castel Masegra che si presterebbe a questo. «Ma mancavano ancora tanti tasselli e senza di lui tutto pareva più difficile». Dopo la scomparsa di Bonatti e Rossana Podestà, il materiale venne abbandonato e nell’attesa che si trovasse una collocazione museale emerse la necessità di trovare spazi adeguati per la sua conservazione e sicurezza.

« Dopo tutto ciò e nel disinteresse di troppi, gli eredi hanno ritenuto opportuno aderire e sottoscrivere un accordo di donazione con il Museo della Montagna di Torino. Un altro pezzo di storia che ci lascia».

Nell’accordo sottoscritto tra eredi e museo di Torino, aggiungono gli amici dell’alpinista, nulla si dice sulla Valtellina. «Il materiale va a Torino con buona pace di tutti, poi quello che avverrà lo vedremo. Forse in troppi non hanno creduto che un Museo Bonatti a Sondrio ci potesse stare e che avrebbe richiamato tanti appassionati. Non disporre più di alcuno dei suoi ricordi certo non facilita il compito, specialmente di gestione di una struttura che deve attirare le persone. E Bonatti di estimatori ne aveva molti».


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