Ristoranti, ritorno al passato  Ma non trovano il personale

Ristoranti, ritorno al passato

Ma non trovano il personale

La denuncia dei ristoratori mancano anche lavapiatti, baristi e cuochi

Tante persone, tanti giovani, che non riescono a lavorare regolarmente da più di un anno a causa dell’emergenza sanitaria, e verrebbe da pensare che trovare personale in questo periodo, con bar e ristoranti pronti finalmente a ripartire a tutti gli effetti, sia un gioco da ragazzi.

Ma non è affatto così. Anche in provincia di Sondrio sono molte le difficoltà per gli esercenti nel trovare baristi, camerieri, cuochi, lavapiatti, personale addetto alle pulizie. Difficile trarre conclusioni, anche perché occorrerebbe conoscere nel dettaglio cosa viene offerto, ma è un fatto che quello di trovare addetti è un problema

«Facciamo davvero fatica a trovare personale, io, nonostante abbia dovuto diminuire il numero di dipendenti, sto cercando un cameriere o una cameriera – afferma Antonio Elia, titolare del ristorante “Terra di mezzo” in piazzale Bertacchi a Sondrio -. Anche sentendo diversi colleghi è emerso che nessuno risponde ai diversi annunci. Sembra incredibile, visto che c’è tanta gente senza lavoro, eppure è così. Probabilmente molte persone in questi mesi si sono adagiati, usufruiscono di cassa integrazione e disoccupazione e gli sta bene così».

«Ci sarà, credo, anche chi a questo punto preferisce trascorrere l’estate senza lavorare per poi mettersi alla ricerca a settembre».

Un problema molto sentito , non certo solo sul nostro territorio. Secondo le stime della Federazione italiana pubblici esercizi, nel comparto mancano all’appello, per l’estate che è alle porte, circa 150mila lavoratori in tutta Italia. In particolare, stiamo parlando dei professionisti a tempo indeterminato che nel corso dello scorso anno, a causa dei troppi impedimenti imposti alle attività, hanno preferito cambiare lavoro e interrompere i loro contratti per andare in altri settori, come ad esempio nell’edilizia e nel suo indotto. A questi si aggiungono centinaia che lo scorso anno lavoravano a tempo determinato e che oggi, anche alla luce dell’incertezza sul futuro, potrebbero preferire strumenti di sostegno al reddito, invece di un vero impiego. Per invertire questo trend e rendere nuovamente la ristorazione attrattiva soprattutto per le figure più professionalizzate, è importante che la politica dia un segnale di fiducia, ribadendo che il processo di riapertura sarà irreversibile.

«Oltre al tema dell’assistenzialismo - conferma Salvatore Signorelli, titolare del locale aperto di recente a Talamona, “Tananai”, anche lui alle prese con la difficoltà nel reperire personale - ci sono molte persone che dopo un anno di stop si sono reinventati in altri settori». S.Zam.


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