Ristoranti, la ripresa  «Pasti al coperto   tutta un’altra vita»
Tanta gente nei ristoranti

Ristoranti, la ripresa

«Pasti al coperto

tutta un’altra vita»

Clienti e ristoratori soddisfatti dopo i primi giorni con un quasi ritorno alla normalità

Tornare finalmente a poter accogliere i clienti all’interno dei propri locali ed effettuare il servizio al chiuso significa, finalmente «ripartire, rialzarsi con un po’ di fiducia».

Queste le parole di Ivan Sutti, titolare della pizzeria Eden di Morbegno che sintetizzano al meglio la soddisfazione dei ristoratori che, da martedì, sono per l’appunto tornati a effettuare il servizio all’interno: «C’è da dire - ha proseguito proprio Sutti - che la fiducia dei clienti, tramite l’asporto non ci è mai mancata. Ci siamo resi conto che in molti ci vogliono bene e ci sostengono. Però, pranzare o cenare all’interno del ristorante è un confort che vogliono molti clienti: lo stesso nome “coperto” rimanda al dazio che si pagava per poter stare e trovare riparo al chiuso, all’interno di una dimora. Mangiare fuori rappresenta un momento conviviale, una coccola per il cliente, ma il servizio all’interno è fondamentale».

Specialmente dopo lunghi mesi contraddistinti da chiusure e lockdown e un mese di maggio in cui il clima non ha certo aiutato i ristoratori che avevano la fortuna di avere a disposizione tavoli all’aperto. «Per noi - ha raccontato Michela Genoni, titolare insieme al marito del ristorante Il Bacaro di Sondrio - il servizio all’interno fa tutta la differenza del mondo. Al momento tutto è molto calmo, per martedì sera abbiamo avuto solo un paio di prenotazioni, magari è dovuto al “ponte” del 2 giugno. Vedremo nei prossimi giorni se si crea un po’ di movimento e si riesce a ripartire a pieno regime».

Una ripartenza “al massimo” a cui anche nei difficili mesi pandemici ha lavorato pure Lorenzo Gurini, titolare del ristorante-pizzeria Al Crap: «Noi con il delivery, l’asporto e poi con il servizio all’aperto - ha spiegato il ristoratore valtellinese - in pratica non ci siamo mai fermati. A maggio, a causa del clima, la situazione è stata un po’ problematica, ma visti gli spazi ampi a disposizione abbiamo limitato i danni. Ora speriamo che a settembre non accada più nulla e si possa continuare a lavorare. Io, devo ammetterlo, sono stato fortunato per le condizioni in cui mi trovo e lavoro, ma ho cercato anche di tutelare e sostenere al massimo il mio personale».

I ristoratori, dunque, sono speranzosi sul fatto che quella avvenuta martedì sia la ripartenza definitiva e non si debba più tornare indietro: anche tra i clienti i primi riscontri sono stati piuttosto positivi.


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