Lunedì 01 Settembre 2014

Ris a Grosotto

per il doppio giallo

La casa oggetto di un accurato sopralluogo. Qui viveva ed è stato trovato Gianmario Lucchini

Si sono infilati le tute bianche, asettiche. I guanti di lattice e le mascherine. E sono entrati nella casa di San Martino dove fino ad una settimana fa viveva Gianmario Lucchini, 32 anni, mite grosottino che i vicini non esitano a definire “buono come il pane”.

Ora è ricoverato in coma a Sondalo, in condizioni disperate. Ha un buco in testa, o meglio, alla nuca, e ferite sul torace che destano più di un sospetto. Come se le sia procurate è un mistero. Un giallo nel giallo. E anche se gli inquirenti sono cauti nel mettere in relazione questa inquietante vicenda con la morte della giovane cameriera Veronica Balsamo, è difficile pensare che si possa trattare di una coincidenza. Ma tutto può essere.

Intanto, però, la Procura ha aperto un fascicolo per tentato omicidio, perchè nonostante la versione dei carabinieri che con insistenza hanno ripetuto trattarsi di un incidente domestico, le ferite che presenta Gianmario difficilmente se le è procurate da solo. Anche ipotizzando che quella sera - poco prima che a Roncale, frazione che dista in linea d’aria da San Martino non più di 100 metri, si stava consumando il dramma di Veronica - Gianmario stesse armeggiando con il tubo della stufa che aveva da poco caricato di legna. Nei giorni scorsi si era ipotizzato che fosse in piedi su una sedia, malferma, che ha ceduto sotto il suo peso, facendolo cadere malamente sui ciocchi di legna che aveva appoggiato a terra. Una dinamica compatibile con l’invalidità che gli ha menomato l’uso di un braccio e di una gamba, ma gli inquirenti non si accontentano di questa prima ipotesi.

Ed ecco che entrano in scena i Ris, ovvero i carabinieri del reparto di investigazioni scientifiche, che per tutta la giornata di ieri hanno effettuato un accurato sopralluogo nella frazione, pressoché disabitata, se non per alcuni turisti che in estate tornano a popolare San Martino. Ed è proprio il villeggiante comasco che quel sabato sera ha trovato Gianmario Lucchini in una pozza di sangue a essere stato inviato dagli inquirenti a indossare tuta e copriscarpe per fare ritorno in quella casa e spiegare la scena che gli si era parata davanti: Gianmario a terra, incosciente, le guance insanguinate, il tubo della stufa accanto a lui, e una sedia lì vicino in pezzi. Se non è stato un incidente domestico, di certo non si è trattato di rapina. La porta della baita era socchiusa e sul tavolo, oltre al portafoglio dell’uomo, il suo borsello e il cellulare.

Gianmario è vivo grazie alla sensibilità dei due comaschi che ormai si erano abituati a ricevere le sue visite tutte le sere.

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