Rinasce “Porte di Valtellina”  La promozione turistica  ha riunito la Bassa Valle
Il consorzio turistico Porte di Valtellina continuerà a rappresentare l’intera Bassa Valle (Foto by Archivio)

Rinasce “Porte di Valtellina”

La promozione turistica

ha riunito la Bassa Valle

Formalizzata ieri la fusione dei due enti in “Porte di Valtellina”, unico per l’intera Bassa Valle

Ci siamo: da ieri il Morbegnese ha un unico consorzio turistico che torna a chiamarsi, come in passato, Porte di Valtellina.

L’assemblea straordinaria dei soci - presenti per oltre il 75% - ha votato all’unanimità la fusione dei due enti turistici della Bassa Valle attraverso l’incorporazione del consorzio turistico di Morbegno nel consorzio mandamentale Valtellina di Morbegno, dando vita insieme al nuovo sodalizio Porte di Valtellina.

Il consorzio di Morbegno ha già dato vita all’iter per la parte che lo riguarda, ieri è toccato al consorzio mandamentale guidato da Simone Songini (sindaco di Val Masino, che resta presidente in carica fino al prossimo consiglio di amministrazione). In questo modo i due enti privati a partecipazione pubblica seppelliscono l’ascia di guerra e diventano una cosa sola.

La nascita del consorzio turistico del Comune di Morbegno sotto l’amministrazione Ruggeri aveva causato più di una frizione che si era giocata soprattutto sul piano politico. Non ha mancato di sottolinearlo ieri uno dei soci, Angelo Cerasa dell’agriturismo Le Case dei Baff, che per anni ha fatto parte del direttivo del consorzio mandamentale.

«Mi sono battuto molto per evitare che ci fossero due consorzi, perché allora venne fatta un’operazione sbagliata che ha creato grossi problemi al consorzio originario. Due consorzi non sarebbero mai nati dall’esigenza degli associati, sono nati per scelte politiche e questa è la mia grossa preoccupazione: che si ripresentino le stesse criticità. Una politica cieca ha condizionato pesantemente e fortemente la vita del consorzio».

Di qui la richiesta di Cerasa di inserire nello statuto la condizione che Comune e Comunità montana «non possano in futuro procedere alla nomina di un altro consorzio. Questo per evidenziare i limiti di una politica cieca che non ha saputo mai cogliere le esigenze degli operatori del mandamento di Morbegno, ai quali bisogna lasciare lo spazio a una presidenza non più calata dall’alto, pur sapendo che Cm e Comune di Morbegno sono gli enti che maggiormente finanziano Porte di Valtellina».


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