Rimborsi in Regione, la Corte dei conti condanna Bordoni

Rimborsi in Regione, la Corte dei conti condanna Bordoni

Poco meno di ventuno mila euro, più le spese processuali. Tanto dovrà rifondere l’ingegnere sondriese già consigliere regionale di Forza Italia, nell’ambito dell’indagine sulle cosiddette spese pazze al Pirellone nel periodo tra il 2008 e il 2012

In attesa che la giustizia penale faccia il suo corso per l’accusa di peculato, nei giorni scorsi è stata depositata la sentenza amministrativa della Corte dei Conti che ha passato al setaccio i rimborsi spesa degli esponenti politici, secondo filone della stessa inchiesta che aveva già condannato il sottosegretario leghista alla presidenza della Regione Lombardia Ugo Parolo al pagamento di 15mila euro.

Il procedimento amministrativo ha preso le mosse dall’ammontare complessivo delle spese contestate dalla Procura a Bordoni, ovvero 54mila euro, sebbene al termine delle indagini preliminari la somma fosse stata ridotta a 14.844, 95 avendo il pubblico ministero escluso tutte le spese relative ai trasporti, alle apparecchiature, all’alloggio, alla cancelleria, mantenendo invece nell’imputazione solo quelle relative ai pasti.

La Corte dei Conti ha suddiviso le spese sostenute “indebitamente” da Bordoni in tre macro voci - ristorazione, trasporto e materiale informatico - riconoscendone legittime alcune, bocciandone altre.

Una condotta quella di Bordoni che il collegio ha giudicato, in generale, non dolosa «per la possibile incertezza della nozione di spesa di rappresentanza in relazione ai pasti, derivante dall’avallo dall’ufficio di presidenza e dalla pluriennale prassi instauratasi in Regione», ma che ha ritenuto colposa, «di colpa grave, evidente a fronte di violazione di norme chiare sulle spese rimborsabili».

La Corte dei Conti ha addebitato a Bordoni la somma di 20.929,60 euro (54.480,04 euro meno 12.620,84 euro di spese considerate legittime), ovvero il 50% del danno arrecato alla Regione. Il restante 50% è stato suddiviso tra i capigruppo Boscagli e Valentini Puccitelli (25%) e la collettività (25% considerando che l’ufficio di presidenza non è stato citato in giudizio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA