Rifugiati afghani  «Il nostro territorio  farà la sua parte»
Un primo gruppo di rifugiati è già arrivato a Edolo

Rifugiati afghani

«Il nostro territorio

farà la sua parte»

Al momento non sono previsti arrivi in provincia di Sondrio, ma la Prefettura ha già individuato le sedi qualora il Governo chiedesse la disponibilità

Almeno per il momento non è previsto in provincia di Sondrio un arrivo di rifugiati afghani, ma se il Governo dovesse chiedere la disponibilità alla Prefettura sondriese a trovare una collocazione per alcune famiglie, il posto c’è e il nostro territorio farà ovviamente la sua parte.

La difficile situazione in Afghanistan in queste settimane è ormai diventata un’emergenza mondiale. Dopo il ritorno al potere dei talebani e il tentativo disperato di fuga dal regime islamico tutta l’Europa, e anche l’Italia, si sta ponendo la questione dell’ospitalità di coloro che stanno fuggendo da Kabul, con l’apertura di un corridoio umanitario.

Per il momento nel nostro Paese sono arrivati alcune centinaia di rifugiati che hanno trovato ospitalità anche in Lombardia (a Edolo, Comune a pochi chilometri da Aprica, sono ospitati, presso base logistica addestrativa dell’esercito, principalmente interpreti o funzionari che collaboravano con le nostre forze armate o le strutture diplomatiche, e le loro famiglie, tra cui anche una cinquantina di bambini; resteranno circa un mese, il tempo necessario affinché il Ministero dell’Interno avvii le procedure per distribuirli in tutta Italia). In provincia di Sondrio, però, attualmente non sono previsti arrivi, ma ci si prepara a questa eventualità.

«La Prefettura ha costantemente il polso della situazione relativa ai Cas (Centri di accoglienza straordinaria), le presenze sono monitorate quotidianamente e i dati inviati al Ministero dell’Interno - spiega Bruno Togno, dirigente dell’Area IV della Prefettura di Sondrio, che si occupa du Tutela dei Diritti Civili, Immigrazione e Cittadinanza -. In via precauzionale, comunque, in questi giorni abbiamo effettuato una puntuale ricognizione per capire, nell’eventualità che ci fosse bisogno di ospitare rifugiati afghani, se ci fosse la possibilità sul nostro territorio».

Non si tratta, infatti, solo di una questione di posti a disposizione, ma bisogna pure tenere conto delle differenze religiose e culturali di chi cerca in Italia rifugio e protezione.

«Nel dare ospitalità ai richiedenti asilo, e questo in qualunque caso non solo relativamente all’emergenza afghana, bisogna tenere conto di etnie e religioni delle persone che collochiamo nella stessa struttura - precisa il dirigente -. Per questo motivo abbiamo effettuato nei giorni scorsi una ricognizione dettagliata che ci permettesse di capire, nel caso ci venisse chiesto di dare ospitalità a rifugiati provenienti da Kabul, se potessero esserci degli impedimenti o delle difficoltà. E’ emerso che abbiamo posti a disposizione e, se il Governo chiederà di poter collocare alcune famiglie, la provincia di Sondrio farà ovviamente la propria parte in base alle quote previste. Per il momento, comunque, non ci è ancora stato chiesto».


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