Rifugi aperti, l’estate prende quota
Escursionisti al rifugio Ponti

Rifugi aperti, l’estate prende quota

Complice il weekend di bel tempo, ha preso ufficialmente il via la stagione dell’escursionismo in montagna. Montani: «Il settore sempre più un valore aggiunto per l’offerta turistica. Nelle strutture competenza e qualità».

Bernina, Ortles Cevedale, Gruppo del Masino. Con l’ultimo fine settimana di giugno per quanto riguarda l’offerta turistica diventa operativo in Valtellina anche l’ultimo, il più tardivo ad avviarsi dei comparti dell’ospitalità. Aprono i rifugi di alta quota, stanno accogliendo le prime comitive, i primi alpinisti.

Dicono tutti che fa fresco, che di notte la temperatura scende parecchio, l’aria è frizzante ma cielo sereno e sole di giorno stanno incoraggiano le migliori aspettative. E c’è voglia di dirlo, che i rifugi «sul tetto della Valtellina» stanno diventando uno dopo l’altro tutti operativi. «Noi apriamo mercoledì – afferma Giuseppe Della Rodolfa, rifugio Marinelli Bombardieri, 2813 metri, alta valle di Scerscen, nel massiccio del Bernina – storicamente la nostra data di avvio per la stagione è intorno al 29 giugno. Il meteo sembra più che favorevole, non è troppo torrido, se andasse avanti così – dice – faremmo una bella stagione. Il meteo in quota è importante: già – sottolinea – abbiamo una estate breve, speriamo perlomeno di farla bene».

Conferme sul momento di avvio per gli operatori delle alte quote da Elisa Montani, ha in gestione il rifugio Della Corte, sopra Rasura, Valgerola ed è presidente del Gruppo rifugi dell’Unione Commercio, turismo e servizi di Sondrio. «In questa settimana aprono o hanno già aperto più o meno tutti, anche quelli nei posti più impervi – spiega – anche per loro è inizio stagione, è ora di cominciare a camminare. Certo, il settore dei rifugi – aggiunge – è sempre di più un valore aggiunto per l’offerta turistica complessiva della Valtellina. Forniamo una ricettività unica, nel segno di un vero contatto con la natura, da noi sono garantite le passeggiate nel verde e in ambiente, la cucina genuina: ci caratterizziamo tutti, sempre di più per un’offerta gastronomica basata su specialità del territorio». «Siamo persone – rimarca – che conoscono il territorio e sanno cosa usare in cucina di quanto viene prodotto qui. Siamo sempre più capaci di confrontarci al nostro interno come categoria, sappiamo che i margini per migliorare ulteriormente esistono e ognuno anche individualmente cerca di caratterizzare al meglio struttura e attività».

Tutto aperto sempre alle quote più alte anche al rifugio Marco e Rosa, 3610 metri, in Valmalenco, la struttura ricettiva più alta della Lombardia. Sorge in cima al canale di “Cresta Guzza”, all’attacco della spalla che porta al Pizzo Bernina, le vie d’accesso non sono facili, è un rifugio per alpinisti, un vero ricovero in quota.

«Ci siamo avviati la settimana scorsa – annuncia lo storico gestore del “nido di aquile”, Giancarlo Bianco ” Lenatti – le condizioni in ambiente sono bellissime, neve ce n’è, ma qui c’è neve tutto l’anno. Avevamo lavorato già in primavera nelle settimane dedicate allo scialpinismo e adesso abbiamo prenotazioni per tutta l’estate. Mi lascia un po’ perplesso il meteo – dice però – siamo a quasi 4000 metri di quota, qui, chi comanda è il tempo. E qualche segnale di instabilità sta facendo capolino. Se cambia il tempo, i clienti tornano indietro e non arriva più nessuno, dobbiamo essere sempre a disposizione di chi arriva e siamo sempre a rischio».

Alla Gianetti, 2534 metri, Val Porcellizzo, Val Masino, il rifugio ha aperto giovedì scorso. «C’è in giro un po’ di neve ma le pareti, le salite sono tutte in buone condizioni e si arriva alla capanna senza nessun problema – spiega Giacomo Fiorelli, la sua è una dinastia di rifugisti delle terre alte –. Un limite di quest’anno per noi sarà nella chiusura dei sentieri della Val Bondasca, dopo la frana del Cengalo. Siamo meno raggiungibili dal versante svizzero: speriamo arrivi più gente dal versante italiano». Piena operatività anche per il Quinto Alpini, 2887 metri, gruppo Ortles Cevedale, Val Zebrù, Valfurva. «Che stagione ci aspettiamo – precisa Paola – se è come l’anno scorso si lavora tanto, soprattutto in agosto. Le temperature si sono abbassate, ci teniamo pronti e speriamo sia una bella estate».


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